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Paladini della libertà di stampa CERCASI


La retata continua. Dopo la brillante idea davighiana di procedere direttamente in campo civile, per chiedere denaro, per perseguire un reato che – se esiste – è penale, ecco la pesca a strascico per conto del dr. Palamara, che tramite Digos si fa dare account  e nomi di un buon numero di lettori de Il Legno Storto, colpevoli di aver partecipato ad una discussione sul Forum intorno al suo operato. Chissà che domani non ci chiedano anche i nomi di coloro che si sono macchiati della colpa di averlo letto...

Chi ricorderà la ormai famosa intervista concessa da Cossiga sul suo conto, non può che concludere che la legge è uguale per tutti, ma è più uguale per chi ha meno modo di difendersi: che ci risulti, nessuno – a suo tempo – si è sognato di importunare per questo l’ex-presidente della Repubblica

 Teniamone conto tutti: la libertà vera in Italia costa sempre più cara soprattutto a noi; mentre, se il giornale fosse espressione di gruppi di aderenti ai centri sociali, stuoli di difensori spunterebbero solleciti da studi legali centralissimi e ovattati, con la lucida targa d’ottone recante titoli accademici altisonanti. Ma forse non ce ne sarebbe nemmeno bisogno.

Eppure è davvero inconcepibile sostenere in Italia che la Giustizia funzioni “normalmente”, e finger di pensare che le critiche anche dure, e le proposte per cambiarla radicalmente, siano inopportune e censurabili perché colpirebbero la maestà di una autorità ineccepibile e funzionari tutti al di sopra di ogni sospetto.

Fra i numerosi attestati di solidarietà – doveroso segnalare l’assenza del sindacato dei giornalisti e dell’Ordine – c’è naturalmente anche qualcuno che ci ha scritto «ben vi sta!». Per questi signori che propenderebbero per una “libertà limitata” dei cittadini e per una stampa che si autocensuri e scelga tesi e battaglie addomesticate anche su temi vitali e generali come la Giustizia, ci limiteremo a ricordare che questa, non altra, è appunto la censura in molti paesi semidemocratici. Con giornali “prudenti” come costoro li vorrebbero, e con lettori di questo tipo, non servono polizia e mazzate pecuniarie. E tutto funziona a meraviglia.
Quello che fa veramente indignare ed è estremamente pericoloso per la libertà di tutti, è il silenzio della anime belle, quelle che riempiono le piazze contro la presunta emergenza democratica del Cav., ma non proferiscono sillaba, se giornali, giornalisti o siti di centro-destra sono sottoposti a lampanti tentativi di intimidazione e censura.
A tutt'ora Berlusconi è il più insultato, diffamato e dileggiato personaggio pubblico d'Italia, certo che come tiranno "ci ha molto da imparà"!  Dotrebbe prendere lezioni da qualcuno dei signori di cui sopra.
Scendere in piazza contro di lui e NON contro chi veramente minaccia la libertà d'informazione, è inutile, ridicolo e profondamente disonesto.
Vergogna, vergogna, vergogna chi tace DAVANTI a questi tentativi di tappare la bocca alle voci libere, ben sapendo che sono anche le più vulnerabili, è un vigliacco, nè più nè meno di agisce in prima persona.
Orpheus

Pubblicato il 3/3/2011 alle 19.3 nella rubrica Giustizia indecente.

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