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L'Onda verde si è trasformata in un mare di sangue


L'Onda Verde si è trasformata in una mare rosso di sangue.
Un mare di sangue innocente versato da un popolo che chiede libertà e democrazia. Le impiccaggioni a Teheran si susseguono a decine e con cadenza quotidiana, ogni giorno giovani come i nostri figli, i nostri fidanzati, i nostri fratelli vengono impiccati alle gru, nelle carceri. La loro vita si spegne nel dolore e nella delusione e con loro si spengono le speranze di un paese.
L'Onda Verde che l'Occidente ha dimenticato, abbandonando quei giovani ad una fine orribile.
L'Onda Verde che è servita a noi, stupidi e tronfi occidentali, per sentirci migliori e più fortunati.
L'Onda Verde, fatta di uomini e donne, che noi abbiamo "indossato" come l'ultimo abito alla moda e poi relegato nell'armadio della nostra suprema superficialità.
L'Onda Verde che per noi é stato solo uno slogan e per i nostri governanti un'ipocrita ed effimera presa di posizione, per non sfigurare, davanti ai riflettori mondiali dei media.
Novantanove é il numero totale di coloro che sono stati uccisi dal regime soltanto in quest’ultimo mese. Secondo dati ufficiali, tra il 19 dicembre e il 24 gennaio l’autorità giudiziaria iraniana ha mandato al patibolo presunti terroristi, trafficanti di droga e “leader sediziosi”. Con 22 esecuzioni in un giorno singolo, il 20 dicembre 2010 è stato il giorno più sanguinoso nella storia moderna del Paese.
Ma, sono  molti di più, perchè si verificano "quasi quotidianamente esecuzioni extra-giudiziarie. I giudici iraniani, spiega una fonte ad AsiaNews, “trovano molto difficile produrre elementi legali per condannare a morte i leader della protesta studentesca non coinvolti in atti di violenza. Per questo si affidano a guardie carcerarie senza scrupoli, che li uccidono mentre si trovano in galera”.
Come li uccidono???
Fate uno sforzo di fantasia, tenendo conto che quegli assassini, godono nel veder soffrire, sono psicopatici sadici, violentano e sodomizzano donne e uomini anche con oggetti, torturano, e alla fine la MORTE E' UNA LIBERAZIONE.
Ecco cosa ha passato JASHMID AMINI un dissidente.
“I primi 18 giorni li ho passati nella cosiddetta sala parto, dove si trovano gli strumenti di tortura e si svolgono gli interrogatori. Avevo gli occhi bendati, ero legato mani e piedi a una sedia.
La mia giornata iniziava con i pugni e i calci dei miei torturatori fino allo svenimento.
Mi buttavano addosso acqua gelata e poi bollente per farmi risvegliare.
Venivo frustato con cavi elettrici di 2-3 cm di diametro; ad ogni colpo avvertivo le lacerazioni della pelle e si riaprivano le ferite che mi erano già state inferte.
Ho anche avuto varie fratture alle mani, ai piedi e alla mandibola causate da un bastone d’acciaio e dai calci”.
“Mi prendevano per i capelli e mi battevano la testa sul pavimento, così per gli ematomi che avevo sulla fronte erano costretti a cambiare ogni giorno il bendaggio con cui mi coprivano gli occhi.
Per qualche giorno sono stato lasciato senza cibo e acqua; quando ho chiesto da bere mi hanno dato acqua con dei girini. Mi hanno costretto a mangiare cibo con scarafaggi, ma ho anche mangiato le loro feci e bevuto la loro urina.
Il ricordo più umiliante è quando mi hanno spalmato la faccia di feci con una spazzola, e non hanno lasciato che mi pulissi perché le feci dovevano prima seccarsi; oltre all’odore, sul mio viso era terribile la sensazione di prurito. E non c’erano solo torture fisiche, mi torturavano anche psicologicamente: mi davano false notizie sulla mia famiglia, dicevano che mia figlia era scomparsa, che mia moglie aveva chiesto la separazione, che un incidente era capitato a mio figlio. Mi facevano sentire false grida e falsi pianti di mia figlia e di mia moglie, dicendomi che erano sotto tortura”.
E sopravvissuto all'inferno, ma lui non era stato "condannato a morte",
Oggi Jamshid vive con la sua famiglia in Italia. Ha riconquistato la libertà dopo anni di torture e sofferenze, ma il suo popolo è ancora prigioniero del regime khomeinista. “L’opposizione in Iran è forte e sta crescendo. Gli iraniani possono riuscire a rovesciare i mullah e ad instaurare un governo laico, democratico e liberale. Il problema è che dobbiamo riuscirci da soli, non possiamo contare sull’aiuto esterno. I paesi occidentali ci hanno già abbandonato una volta, lasciandoci nelle mani di Khomeini. Non ci possiamo fidare di loro e ciò rende tutto più difficile”.

Condivido la stampa occidentale e italiana in particolare, è troppo "impegnata"  a razzolare nella melma degli scandali sessuali, per occuparsi ANCHE dei diritti umani, per i Governi si sa "pecunia non olet" e noi siamo troppo occupati a difendere o attaccare il "berlusconi" di turno, infondo i nostri ragazzi, dormono nei loro letti, non vengono massacrati sul pavimento di un carcere...
Abbiamo già dato "indignandoci" per Neda e l'Onda Verde...cambiamo canale...va, che magari c'è una bella fiction strappalacrime.
Orpheus



Pubblicato il 24/1/2011 alle 14.22 nella rubrica Diritti Umani.

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