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Le VERE vittime della società


Rubi è colpa della società, ti droghi dei genitori, massacri di botte, stupri,  ammazzi sei infermo o semi-infermo o quasi infermo o momentaneamente infermo di mente e se non lo sei, comunque in galera ci stai  poco perchè DEVI essere recuperato.
Per “Caino” tutte le giustificazioni, le scappatoie sono a portata di mano, il più sfrenato garantismo è il vessillo alzato da un’ ideologia post-sessantottina, che  ha ribaltato i ruoli trasformando i carnefici in vittime.
E così la giovane Sarah  ha pagato con la vita, vittima in primis di una società incapace di difendere i più deboli, gli inermi, ma che al contrario, troverà il modo di non far scontare la giusta pena al mostro che l’ha uccisa e violentata.
Strangolata e VIOLENTATA e poi buttata nuda in un pozzo.
Qualche anno di galera (facciamo una decina), con tv, visite, libri, giornali e qualche drappello di coglioni radicali, che di tanto in tanto visitano le carceri per accertarsi che la feccia della società sia trattata con “i guanti bianchi”.
Poi inizierà la fase del recupero: permessi premio, visitine alla moglie, un po’ di lavoro ma non troppo pesante, e infine un bello sconto di pena. E sto mostro, tornerà a girare per le strade del suo paese.
Sarah no, non tornerà più. Il suo corpo violato e martoriato, finirà in una tomba. Aveva 15 anni, la vita davanti. Ora l’aspetta il buio per l’eternità. Ma il suo carnefice deve essere recuperato. E perchè?
Perchè in nome di Dio?
Perchè lasciargli la vita,  permettergli ogni mattina di godere della luce del sole?  Perchè dopo aver molestato una ragazzina di 15 anni, averla uccisa e stuprata deve godere di un simile privilegio?
E dov’era la famiglia quando questo schifoso la molestava? Perchè nessuno l’ha fermato prima che lui fermasse il cuore di Sarah, per sempre?
L’omertà familiare è ributtante.
Nello stesso giorno, un bambino di tre anni è stato strangolato dalla madre, ed è già pronta la giustificazione “depressione post-partum” (dopo TRE anni!). Questa manco in galera andrà, la attende una bella struttura, dove riposarsi, dipingere e chiacchierare con altri mostri come lei.

Due dati:
Il contesto familiare anche nel 2008 (171 omicidi) e’ risultato dunque piu’ a rischio rispetto alla criminalita’ comune (135 omicidi) ed alla criminalita’ organizzata (128).  In circa un terzo di questi omicidi (56 casi) la vittima e’ il coniuge-convivente; la donna e’ colpita nella maggior parte dei casi, cosi’ come e’ uomo il killer in prevalenza (nell’80% dei casi). Quando la vittima e’ una donna questa quota sale al 92%.
Ora BASTA vogliamo giustizia. Per Sarah, per tutti gli innocenti come lei, immolati sull'altare del più fetido garantismo.
Orpheus

Pubblicato il 7/10/2010 alle 21.36 nella rubrica Giustizia indecente.

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