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Begum e Noshee schiave nel nostro Paese


Madre e figlia. Begum la prima morta "lapidata" per aver tentato, di sottrarre la figlia al furore omicida del marito, e al medesimo destino di donna "venduta e comprata", come un pezzo di carne, al supermercato degli orrori islamici.
Nosheen, la figlia ventenne, che voleva studiare e innamorarsi e non essere obbligata a sposare un uomo che nemmeno conosceva.
Due vite spezzate, due vite da schiave, e non in Pakistan, dove il martirio delle donne è quotidiano, dove il 70% delle donne è vittima di atroci violenze domestiche che vanno dai pestaggi selvaggi alla tortura, allo stupro, allo sfregio con l'acido, all'essere bruciate vive. No, è successo a Novi nel modenese, in Italia dove la barbarie islamica, sta prendendo piede incontrastata, in nome del multiculturalismo e dell'integrazione.
Ma quale integrazione? Domando ai soloni, che pontificano sull'argomento.
Questi due scarti viventi, padre e figlio vivevano in Italia, da 10 anni. Eppure non hanno esitato a massacrare moglie e sorella.
E mi domando, come sia possibile, che ciò accada.
Perchè permettiamo nel nostro Paese burqa, infibiluazione, poligamia, schiavitù, (macellazione halal), permettiano che esseri umani inermi, vengano trattati  peggio dei nostri animali da compagnia, e che le nostre leggi siano bellamente ignorate.
E pongo anche un'altra domanda "
siamo noi ad avere l'onere d'integrarli o non dovrebbero essere loro a conformarsi alle nostre leggi e alle nostre usanze?
Hamad Khan Butt, non è un clandestino: vive e lavora regolarmente nel nostro Paese come saldatore. Il figlio è cresciuto addirittura qui.
Ma non si sono integrati, semplicemente per­ché non hanno VOLUTO inte­grarsi. I nostri costumi gli fan­no schifo, le nostre leggi gli fanno un baffo.

Non ci sarà nessuna manifestazione per Begum e Nosheen, nessuna maglietta, nè articoli indignati delle femministe d'assalto. Niente, oggi sono state già dimenticate.
Com'è possibile? Perchè NESSUNO protesta, chiede a gran voce la liberazione delle musulmane nel nostro Paese, donne senza difesa e senza giustizia?
Stiamo ancora impantanati in questione di lana caprina, sul burqa e il niqah, il simbolo più atroce della misoginia islamica. C'è qualcuno che li vede come una "bizzarra" usanza, quando non legittima, della loro  "cultura": ma  sotto il velo integrale, c'è il martirio di milioni di donne.
Come dico sempre, se non vogliamo farlo per loro, facciamolo per noi, per le nostre figlie.
Questa gente non vuole integrarsi, non si integrerà mai, e un domani voterà un partito islamico, che imporrà la loro legge, la sharia. Un domani, se non li fermiamo sarà anche la nostra legge. Perchè in democrazia, comanda chi ha la maggioranza.
Ci fotteranno, con le nostre stesse leggi, e i minus abens del multiculturalismo coatto, dell'integrazione inesistente, faranno il mea-culpa. Ma sarà troppo tardi per tutti.

Nosheen andava all'istituto tecnico intabarrata in una veste lunga fino a i piedi e un velo bianco che, le lasciava scoperti solo gli occhi. Questo ha decretato la sua tragedia, e la morte di sua madre. Non voleva vivere come una schiava nel nostro Paese, ma il nostro Paese non ha fatto nulla perchè ciò non accadesse.
Orpheus

Pubblicato il 5/10/2010 alle 15.52 nella rubrica Islam.

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