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Certi PM..."cani attaccati" alla catena


I pentiti servono alla “giustizia” italiana, eccome!
Servono alle nostre "beneamate" toghe per costruire castelli giudiziari con carte truccate, per perseguire i loro fini politici, per condannare innocenti alla gnogna mediatica, che spesso è peggio del carcere (al quale il più delle volte non approdano, perché il castello crolla, ma ormai il danno è fatto), per trafficare, per ribaltare il volere popolare, per calpestare, infangare, violentare la Giustizia e la Democrazia, lo stesso semplice concetto di Civiltà.
Capita così che feccia umana come "Giovanni Brusca l’uomo (che fece saltare in aria Giovanni Falcone e che fece sciogliere nell’acido un bambino, dopo averlo ridotto ad una larva ed averlo fatto strangolare con la faccia rivolta verso il muro) è oggi indagato perché, nella sua posizione di pentito e potendo muoversi e operare, ha comodamente ripreso la sua attività di criminale".  Assurdo vero?
Ma ancor più allucinante è quello che si legge qui. E leggete perchè sono fatti e notizie, di cui non trapela NULLA, che solo poche voci libere hanno il coraggio di denunciare.
Un’altra “personcina raccomandabile” Baldassare di Maggio ha definito i tre PM del processo Andreotti “cani attaccati”. Ecco questo sono certi Pm, “cani attaccati” alla catena di criminali senza scrupoli, mostri che sciolgono bambini innocenti nell’acido, e la fanno franca, perchè i pm che consento loro privilegi in nome del "do ut des", i giudici che sentenziano fuori di ogni logica e diritto, hanno paura, che si chieda loro ragione delle loro menzogne e chi le ha suggerite.
E se tutto questo non fa INDIGNARE, IMBESTIALIRE chi legge, ...non è morta e sepolta anche la giustizia, ma la coscienza  di chi guarda e volta la testa dall’altra parte.
Beh...io non ci sto!
Orpheus

Pubblicato il 18/9/2010 alle 14.59 nella rubrica Giustizia indecente.

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