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Sakineh e le altre


Tutti conoscono il volto di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. Il mondo si è mobilitato per salvarla da una morte orribile. E nessuno più di me ne è felice, perchè da anni scrivo della sofferenza e della morte di donne, che pagano un prezzo altissimo, la sfortuna di essere nate in paesi dove, non hanno nessun diritto, spesso nemmeno quello supremo della vita.
Ma Sakineh è una delle decine di milioni di donne musulmane ridotte in schiavitù.
Il suo nome è l'ultimo di una lunga lista, di nomi e volti di donne, barbaramente trucidate in nome di Allah e dell'Islam più retrivo e inumano.
C'é quello di
Medine Memi nata in Turchia aveva 16 anni, è morta sepolta viva nel giardino di casa, perché il padre e il nonno SOSPETTAVANO che frequentasse uomini.
Quello di Du’a Khalil Aswad, 17 anni colpevole  di aver “disonorato” la sua religione e la sua famiglia. Aswad  è stata portata nella piazza cittadina, trascinata per i capelli, denudata e lapidata.
Come ho detto la lista è lunga e gronda sangue innocente, qui alcune di queste martiri sconosciute ai più.
La salvezza di Sakineh, pur se pregevole e auspicata con tutto il cuore, non cambierà una virgola della situazione delle donne nei paesi islamici.
E spenti riflettori sulla sua vicenda, tornerà il silenzio e l'omertà verso un credo, che odia le donne, che le vuole schiave e sottomesse, la cui legge sharia è un condensato di orrori, contro il genere umano in generale e contro le donne in particolare.
Orpheus


Pubblicato il 6/9/2010 alle 17.36 nella rubrica Diritti Umani.

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