Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

La vera censura della sinistra, quella che tappa la bocca alle voci libere


In questo paese  dove la parola "bavaglio" è seconda solo alla parola "mamma", è veramente singolare che quando un vero bavaglio sta per tacitare una delle già scarse voci libere del centro destra, nessuno dei paladini anti-bavaglio mostri il benchè minimo interesse.

Parlo di ciò che sta accadento a Legnostorto, che rischia di dover chiudere a causa delle querele provenienti dalla magistratura e naturalmente dalla sinistra, così "democratica" quando le critiche NON la toccano da vicino.
Negli ultimi tempi, infatti, ben due magistrati,  il dr. Luigi Palamara e il dr. Pier Camillo Davigo, hanno querelato Legnostorto.
Per l'esattezza la Procura di Roma ha comunicato (attraverso il quotidiano la Repubblica, divenuto ormai il "postino" e il "megafono" delle procure) che ha aperto un fascicolo per le ipotetiche
minacce formulate in questo articolo. Sono in corso indagini con tanto di "interrogatorio"  della Digos di Milano che, al momento, non si sa  come e quando finiranno: ma è facile immaginare il peggio...
Giorni fa Legnostorto ha anche  ricevuto una citazione dal dr. Davigo che chiede 100.000 € per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa per
quest'altro articolo , pubblicato il 21 giugno 2009. Ciliegina sulla torta a compimento della manovra per far fuori Legnostorto due mesi fa c'è stata un'altra querela da parte del sindaco di Montalto di Castro – Salvatore Carai del Partito Democratico – che si è sentito diffamato da questo articolo che abbiamo pubblicato su il 27 ottobre 2009.
I primi due articoli rientrano tranquillamente nel diritto di critica ( e nemmeno aspra), il terzo poi, mette in luce un caso di malagiustizia che ha "punito" la vittima, una ragazzina di 15 anni e lasciati liberi i suoi stupratori.
Va da sè che se
Legnostorto fosse di sinistra, a questo punto, davanti ad un episodio analogo, sarebbe già partita una crociata in sua difesa, a sostegno della libertà di stampa e di opinione. L'Ordine dei Giornalisti farebbe fuoco e fiamme, il Sindacato minaccerebbe sfracelli. I paladini antibavaglio si strapperebbero le vesti fino alle mutande.
Evidentemente per loro la libertà d'informazione equivale solo allo sputtanamento pubblico di gente che spesso non è nemmeno indagata. Equivale alla diffusione di dettagli degni di un postribolo e alla glorificazione di prostitute, che ne sono in possesso. Equivale solo a rimestare nel fango puzzolente del più triviale gossip.
Solo per questo si muovono i paladini della libertà d'informazione, forse perchè la loro moralità ed onestà è a quello stesso livello.
Orpheus


Pubblicato il 6/7/2010 alle 12.50 nella rubrica crimini e censura rossa.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web