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Pomigliano: ha vinto la Polonia


Chapeau, i polacchi ringraziano. Con il 36% di "dissidenti" la Fiat lascerà lo stabilimento in Polonia, la percentuale richiesta per avere la sicurezza che Sergio Marchionne investisse i 700 milioni di euro a Pomigliano era  del 90% .
Immagino che quel 36% di idioti indottrinati canteranno vittoria, e tutti si ritroveranno in mezzo ad una strada.
Mentre gli operai polacchi, ben sapendo la posta in gioco, e che hanno avuto modo di provare il comiunismo fino a pochi anni fa, non si fanno scrupolo di essere "servi dei padroni" e mantengono il loro lavoro e lo stipendio a fine mese.
Anche perchè quando erano "servi" del glorioso partito comunista, gli stipendi erano da fame nera, le case senza riscaldamento e un buco lo dividevano in
più famiglie. E se facevano sciopero erano letteralmente ammazzati. Erano schiavi, altro che servi.
Come schiavi sono gli operai cinesi.
Il partito leninista-marxista (ebbene ne abbiamo ancora uno) fuori dalla fabbrica di Pomigliano ieri chiedeva la
"nazionalizzazione della Fiat senza indennizzo" invitando "a proseguire nella lotta".

E chi paga? Il solito "pantalone" al Nord? Da qualche parte sti' soldi devono essere presi? o no? E poi, quale lotta? Quella fra "servi" e "padroni"...si rendessero, almeno conto di quanto sono ridicoli!!!
Vivono in un passato, che ha dimostrato tutta la sua inettitudine, e che in tempo di globalizzazione (con mano d'opera a volontà e senza pretese), è semplicemente una pistola puntata alla tempia.
Orpheus

Pubblicato il 23/6/2010 alle 9.2 nella rubrica l'Asinistra.

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