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A Pomigliano ma chi "difendono" i sindacati rossi?


A seguire ciò che stà accadendo in questi giorni a Pomigliano d'Arco, c' è da chiedersi cosa stia succedendendo nella sinistra. Come al solito una gran confusione con fazioni sia all'interno dei sindacati che del Pd, che la pensano in modo diametralmente opposto.

I soliti "reperti archeologici" rossi abbarbicati a diritti, che ormai non sono più tali ma ABUSI hanno adottato la linea dura.
E poco importa se tale situazione condanna una fabbrica alla chiusura e alla delocalizzazione della produzione in Paesi dove si lavora seriamente, con il brillante risultato di lasciare migliaia di operai senza lavoro.
Ed è per questo che la maggioranza  dei lavoratori della Fiat di Pomigliano d'Arco sono scesi in strada per manifestare a favore dell'accordo tra azienda e sindacati. Naturalmente si sono beccati i soliti insulti "Servi dei padroni" ecc. da parte degli estremisti rossi, quelli che considerano un diritto sancito dalla Costituzione, fare i propri comodi, come un sciopero ad hoc, quando gioca la Nazionale Italiana.
Ciliegina sulla torta i rappresentanti della Fiom, da bravi comunisti, considerano il referendum per far decidere ai lavoratori, "illeggittimo perchè va contro la Costituzione".
Poca importa se LORO vanno contro l'interesse dei lavoratori e il loro volere, pur di portare avanti posizioni politiche, anacronistiche e improntate alla logica del "tanto peggio, tanto meglio". Piazze piene di disoccupati da aizzare contro il Governo è una "manna" a cui non vogliono rinunciare, anche se a farne le spese, sono proprio coloro che dovrebbero difendere.
Orpheus

Pubblicato il 19/6/2010 alle 19.12 nella rubrica l'Asinistra.

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