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Neda...un anno dopo...


Neda è  morta un anno fa.
Il suo volto insaguinato, che per antitesi è il volto di un feroce regime, ha scosso l'opinione pubblica, mondiale. Neda è diventata il simbolo, della resistenza iraniana, quell'Onda Verde che avrebbe, con il supporto dell'Occidente, dovuto portare la libertà e il rispetto dei diritti umani, nel martoriato Iran.
Un anno dopo nulla è cambiato Ahnadinejad è sempre al suo posto e i dissidenti uomini e donne, ragazzi e adolescenti continuano ad essere arrestati, torturati e a morire dietro le mura del famigeratto carcere di Evin. Nel più totale silenzio e disinteresse dell'Occidente.
Qualche voce si leva, qualcuno s'indigna e se ne va quando il Ministro degli esteri iraniano Manouchehr Mottaki, prende la parola all' euro parlamento. In veste di che? Di torturatore e carnefice di giovani donne  come Neda?
Qualcuno la ricorda, e "sbatte" in faccia di Mottaki la fotografia del suo viso insanguinato. Non nascondo che è un piacere sapere che sono stati i deputati italiani del Ppe, a farlo, guidati dall'on. Tatarella e dall'on. Mario Mauro.
Ma tranne queste proteste isolate, il mondo tace, al massimo tributa al ricordo di quella carneficina, qualche frase di circostanza.
Parole...i fatti sono Mottaki all'euro parlamento e la suprema beffa di un Onu che ha nominato per acclamazione l'Iran, nella comissione per i diritti delle donne. Il regime più spietato dell'Islam ha ottenuto così un seggio da cui pontificare, un paese dove anche le bambine di nove anni, possono essere comprate e vendute per pochi dollari dai "tutori" maschi e condannate per "comportamenti immorali"  frustate e persino lapidate.
Povera Neda! Così ripagano il suo sacrificio.
L'onda verde ha perso
parte della forza propulsiva che, giusto dodici mesi fa, aveva spinto in piazza milioni di persone in tutto il paese, issando cartelli che chiedevano esplicitamente “Where is my vote?”
Sono tutti concordi nell'affermarlo. Ma chiedersi perché?
Orpheus

Pubblicato il 14/6/2010 alle 19.10 nella rubrica Islam.

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