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Nelle carceri iraniane non c'era solo Jafar Panahi


Mentre il mondo esulta per la liberazione del cineasta iraniano Jafar Panahi, continuano gli arresti di giovani iraniani che non hanno "santi in paradiso" e star piangenti sulla Croisette, a chiederne la liberazione.
Il numero esatto non lo conosce nessuno, ma chissà quanti di loro subiscono il "trattamento" inumano che sta subendo Majid Tavakoli, un semplice studente arrestato già tre volte. L'ultima risale lo scorso 7 dicembre, dopo un suo discorso all'università nell'ambito delle proteste contro il risultato delle elezioni presidenziali di giugno. Da domenica 23 maggio, il giovane attivista è stato trasferito in isolamento nella famigerata prigione di Evin a Teheran e contestualmente è entrato in sciopero della fame e della sete.
La famiglia di Majid ora denuncia le gravi condizioni di salute in cui versa il ragazzo - che soffre già di problemi ai reni – e l'indifferenza del mondo e dei politici “democratici” iraniani alla sua sorte. In un'intervista al sito web Jaras la madre di Majid denuncia: “Mio figlio non è un politico e neppure un artista. Il mondo non sa nulla di lui e nessuno piange per il suo sciopero della fame”. La signora Tavakoli sottolinea che suo figlio è un semplice studente in favore del quale nessun politico ha cercato di intercedere con la Giustizia iraniana. Tanto più che i giudici negano anche a lei la possibilità di parlargli.
“Non ho altra scelta se non quella di chiedere al mondo di venire in nostro aiuto”, conclude la donna, che sta portando avanti uno sciopero della fame a casa in solidarietà col figlio.
Peccato che al mondo sono bastate le lacrime della Binoche e la liberazione di Pahahi, per sentirsi a posto con la coscienza, adesso si possono spegnere i riflettori sull'imbarazzante situazione dei diritti umani in Iran: donne e studenti possono continuare a morire dopo aver attraversato l'inferno in terra.
 E l' Onu può eleggere per acclamazione(!) l'Iran membro della Commission on the Status of Women, senza che si alzi una flebile protesta: "Ma che c***o fa l'Onu!!!!"
Se la madre di Majid spera che il mondo aiuti suo figlio o un altro delle centinaia di giovani perseguitati dal regime, crede nei miracoli. Forse se va a Lourdes ottiene di più.
Nella foto Majid
Orpheus
E se avete 5 minuti leggetevi cosa ha subito in carcere Hoshang Asadi per poter capire quanto ignobile sia la posizione accondiscendente dell' Onu sull'Iran e quanto vergognosa l'indifferenza del mondo.
 


Pubblicato il 26/5/2010 alle 19.24 nella rubrica Diritti Umani.

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