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Se ti chiami Di Pietro puoi andare a cena con boss e terroristi e tutto è normale...


Ci sono le cene di compleanno e le cene con boss e terroristi.
Partecipare alle prime se ci si chiama Silvio Berlusconi, diventa un’onta nazionale, con questionari che campeggiamo in più lingue su quotidiani che guarda caso, non reputano nemmeno opportuno, pubblicare un trafiletto sulle seconde, forse perchè ci si chiama Antonio Di Pietro.
Con chi vai a cena stasera? Ma sì con Ilia Pavlov, ben conosciuto da Fbi e Cia, tanto che in un dossier riservato dell’ambasciata americana a Sofia, datato 1998, si parlava apertamente “di sospetti di riciclaggio, furti e omicidi commessi nell'ambito di società riconducibili a Pavlov”. In questo caso il Paladino del Parlamento pulito, il giustizialista integerrimo, deve aver adottato la “presunzione d’innocenza”.
Peccato che Pavlov dopo sette mesi sia stato seccato da un cecchino da 70 metri con un colpo dritto al cuore. Un esecuzione malavitosa in piena regola.
Certo per la gran cassa di sinistra, Ilia non ha l’appeal di Noemi, ma sicuramente, un armadio pieno di scheletri e non solo in senso figurato, si.
Facciamo tutti insieme un piccolo sforzo d’immaginazione, Silvio a cena con Pavlov...se per una Noemi, abbiamo avuto migliaia di articoli grondanti fiera indignazione, decine di trasmissioni, appelli, cosa succederebbe in questo caso?

All’allegro convivio non c’era solo il boss russo, vi ha partecipato anche Ahmed Dogan, dal “fiero” passato di terrorista. Nel 1986 è stato infatti arrestato perché considerato responsabile di parecchi attentati, tra cui il più grave è quello del 9 Marzo del 1985, alla stazione di Bunovo, non lontano da Sofia, in cui morirono sette persone, tra cui due bambini. Dogan rimase in carcere solo sei mesi e due settimane, nonostante una condanna a dieci anni, perché nel 1989, con la caduta del comunismo in Bulgaria, gli concessero l’amnistia.
Uno che ha ucciso sette persone fra cui due bambini, bella personcina, con cui bere il caffè e l’ammazza caffè!
Rifacciamo lo stesso sforzo d’immaginazione di prima...
Ma non è ancora finita c’era anche un tal Ivan Slavkov, assistente di Dogan che il 17 ottobre del 2008 Slavkov è stato arrestato per sfruttamento della prostituzione, riciclaggio e traffico di droga ed è tutt’ora in carcere, visto che i magistrati lo considerano il capo di un’organizzazione criminale di un’ottantina di persone.
Ma che bella compagnia Antonio “mani pulite” Di Pietro e lui come la spiega?
Semplicemente non risponde. Contattato più e più volte ha sbattuto la porta in faccia ai giornalisti di Panorama, rifiutandosi di spiegare quelle sue particolari frequentazioni con Pavlov ha fatto però sapere, guarda che novità, che “probabilmente" ricorrerà alle vie legali. E per che cosa per aver pubblicato una foto? Meno male che é anche il paladino della libera informazione!
Adesso vige il  “silenzio stampa”, Repubblica non ne parla (da queste parti frequentano solo il gabinetto e la camera da letto di Berlusconi), Idem la Stampa ecc. il Corsera mette un articoletto infondo come se fosse normale andare a cena con boss, criminali e terroristi. E’ già calato l’oblio mediatico sulla cena di Di Pietro perchè
si sa l’informazione è in mano a Berlusconi e quindi lui vuole “aiutare” il suo più acerrimo detrattore. Uno che lo offende ogni volta che pronuncia una frase (anche se a dire il vero offende di più la lingua italiana).
Io non ho un questionario per Di Pietro, ma una sola domanda che c’azzecca lui con l’allegra combriccola della foto? Almeno per una volta potrebbe rispondere...
Orpheus


Pubblicato il 26/3/2010 alle 16.15 nella rubrica INFORMAZIONE SCORRETTA.

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