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Quando si tratta di tagliare le spese la sinistra si batte fieramente...per mantenere i privilegi!


Ieri il Senato ha convertito, definitivamente in legge il decreto sugli enti locali.  Che contiene fra l'altro la soppressione dell'ATO (autorità di ambito territoriale), un robusto taglio delle poltrone di assessori comunali, un tetto agli stipendi, e fondi per l'Aquila e i piccoli comuni. Pd e IdV hanno votato compatti contro. Naturalmente nemmeno per un taglio agli sprechi  della "casta" e per i fondi a favore dei terremotati dell'Aquila, hanno rinunciato all'opposizione pregiudiziale, che ormai ha trasformato questo paese in un campo di battaglia.
Ma non basta Idv e Pd hanno anche brandito la Costituzione a mo' di clava e al grido ormai monotono:"E' anticostituzionale...è anticostituzionale" si sono scagliati contro l'art.3 che mette un tetto agli stipendi,  perchè alle regioni sia lasciata carta bianca  sull’entità degli stipendi. Mica fessi...eh...
Clamoroso fra i tanti un emendamento dell’Italia dei valori, primo firmatario Pancho Pardi (ma ci sono Felice Belisario e Stefano Pedica) che getta nel cestino anni di prediche inutili sui costi della politica e la necessità di tirare la cinghia. I valorosi dipietristi (emendamento 4.53) chiedono infatti di restituire ad amministratori e consiglieri di enti locali dalle mani bucate quel taglio del 30% dei loro stipendi che nel 2009 aveva loro comminato Giulio Tremonti come punizione per non avere rispettato l’equilibrio dei conti previsto dal patto di stabilità.


Insomma un  partito di "piazza e di governo", nel senso che in piazza dice una cosa...e al parlamento ne fa un'altra.
Orpheus


Pubblicato il 25/3/2010 alle 19.54 nella rubrica l'Asinistra.

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