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Il Pd sbaglia a non indignarsi per l'arresto di Frisullo


Confesso che l’arresto di Sandro Frisullo, mi lascia interdetta, perché anche in questo caso se ne ravvede, la matrice politica. Infatti è finito in carcere perché è stato applicato il regime di custodia cautelare, che si autorizza per tre motivi: pericolo di fuga,  inquinamento delle prove e  reiterazione del reato.  Per Frisullo non sussisteva nessuna di queste condizioni, è sotto indagine da circa un anno e non è nemmeno più vice presidente della Puglia, quindi perché è stato incarcerato a 10 giorni dalle votazioni?  Era veramente necessario il suo arresto?

Si dirà un po' per uno in braccia alla mamma, ma non è così che bisogna ragionare. Tutto ciò che mina la democrazia va stigmatizzato, anche quando a farne le spese é l'avversario politico.

Detto questo, le reazioni dei maggiorenti del Pd,  sono state inique più dell’arresto stesso, perché lo hanno legittimato. Bersani se n’è lavato le mani “Ci fidiamo dei PM”,  D’Alema non ha trovato di meglio che sbolognare il suo ex-referente, come una patata bollente: “ Frisullo non fa parte da quasi un anno del governo regionale, nè ha incarichi nel nostro partito”. Solo La Torre è stato sfiorato dal dubbio, di una “tempistica sospetta” a pochi giorni dal voto (si spera che se ne ricordi, anche in altre occasioni). Forse non lo cambierà a favore del centro-destra, ma sicuramente peserà non poco, sugli equilibri all’interno della coalizione di centrosinistra a favore dell’Italia dei Valor, il partito guidato da un’ex-magistrato, che sicuramente piace molto alle toghe più estremiste (e ce ne sono parecchie in Puglia).

Come il Pd non intravveda il gioco del suo finto alleato, per me è un mistero, come e perché si presti ad appoggiare, questo ennesimo segnale del disfacimento istituzionale in atto, per me è inconcepibile.  Come non si ribelli allo sconfinamento della magistrata nella politica, è inammissibile.

L’unica spiegazione, è che pensa di “capitalizzare”  l’assalto togato a suo vantaggio, come è successo in Lazio (una pagina veramente vergognosa per l’opposizione, che ha perso, la faccia ancor più del centro-destra), ma a trarne vantaggio, dopo questa ultima "stoccata" saranno solo i forcaioli viola.

E intanto Di Pietro si sfrega le mani,  lui si vende bene come l’onestino del quartierino rosso, e intanto ruba voti al Pd. Che a me sembra ogni giorno di più, un partito di “fresconi” o meglio di "pugili suonati" dal trattorista molisano.

Orpheus

 

Pubblicato il 19/3/2010 alle 18.32 nella rubrica Giustizia indecente.

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