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Ci sia di monito: quando si perde la democrazia riconquistarla costa lacrime e sangue e vite umane


Guillermo Fariñas
é in terapia intensiva dopo 16 giorni di sciopero della fame.
 Ha smesso di mangiare dal giorno in cui è morto Orlando Zapata, ucciso dal regime castrista.
Se lui morirà un altro martire é pronto ad immolare la propria vita, per portare a Cuba la democrazia.
Si tratta dell’ingegner Félix Antonio Bonne Carcassés, ex professore titolare della Facoltà di Ingegneria Elettrica in visita a casa di Farinas, ha detto: “Se muore Coco Fariñas prenderò il suo posto nello sciopero della fame fino alle ultime conseguenze. La protesta cittadina non si fermerà”.

Il coraggio dei giornalisti indipendenti sta mettendo in crisi il regime di Castro e anche le coscienze dei fiancheggiatori sparsi in tutto il mondo che non sanno più cosa inventare per giustificare comportamenti aberranti.
Fiancheggiatori che nel 2006 sono andati al Governo, grazie al Caravanserraglio Prodi, e che addiritura hanno ricoperto la carica di Presidente della Camera: "

"Lunga vita, caro Comandante, un abbraccio e auguri per la Sua salute'. E mentre Castro vive e tiene sotto il tacco la propria gente, Zapata, Farinas, muoiono per combattere il suo regime.
Onore e gloria ai giornalisti cubani, e prendiamo esempio da loro, se un giorno non vorremo trovarci a dover sacrificare i nostri uomini e donne migliori, per quello che ci stanno rubando.

Quello che sta succedendo in questa campagna elettorale é un grave preludio: procure scatenate e piazze schiumanti odio, contro il diritto di voto dei propri connazionali. Che vogliamo di più? Che imbraccino sul serio i fucili?
Orpheus

Pubblicato il 12/3/2010 alle 20.19 nella rubrica Diritti Umani.

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