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Quelli che la democrazia non si può esportare...


Ossia quelli che riempivano le piazze con le bandiere arcobaleno e bruciavano bandiere USA, contro la SPORCA guerra in Iraq....essì proprio quelli, che con una faccia di bronzo paragonabile solo alla loro ipocrisia, adesso esultano al grido "In Iraq ha vinto la Democrazia", che di sicuro non é caduta dal cielo, ma é stata portata dagli americani, con il contributo del precedente Governo Berlusconi, grazie alla "sporca guerra" degli imperialisti americani del Governo Bush (perchè adesso sono un popolo colombe, grazie ad Obama".
Scrive Fausto Carioti:
"Con quale faccia Repubblica ieri esultava in prima pagina perché "In Iraq la democrazia ha vinto"?
Quanto sprezzo del ridicolo ci vuole, a largo Fochetti, per mettere in prima pagina le foto delle dita delle donne irachene sporche di inchiostro viola, simbolo del voto appena effettuato?
Fosse stato per il quotidiano di Ezio Mauro, e per quei pacifisti che Repubblica incitava e difendeva, in Iraq non ci sarebbe stato alcun polpastrello viola, non si sarebbe insediata alcuna democrazia.
L’Iraq sarebbe ancora il giardino di casa Hussein, in cui il dittatore fa quello che vuole, e cioè cose ben più gravi del negare il diritto al voto, dal momento che includono gli omicidi di stato e le stragi di massa.
E questo vale per Repubblica, ma anche per tutta quella sinistra italiana..."

Una parte politica che, ormai definire patetica è farle un complimento. Cambia opinione, più velocemente della classica "banderuola" : il giorno prima "compagni via dalla sporca guerra"...il giorno dopo " Viva la democrazia...esportata con la sporca guerra del giorno prima". Ridicoli.
Ma d'altronde la linea l'aveva già tracciata il compagno D'Alema con la "difesa avanzata" , che gli ha permesso di scaricare bombe in testa ai cittadini di Belgrado.

Non é da meno il "santino" Obama:
Lui che nel 2007, da semplice senatore dell’Illinois, aveva votato contro la legge sul rifinanziamento della missione in Iraq, dicendo "sono orgoglioso di essermi opposto a questa guerra fin dall’inizio",...l’altro giorno, quando si è capito che sarebbe stato un successo, ha definito il voto iracheno "una pietra miliare" per la storia del Paese.
Si fossero comportati tutti come lui, i senatori americani, quella pietra non sarebbe mai stata posata.
E di sicuro Obama avrebbe fatto una figura migliore se avesse speso mezza parola per il suo predecessore, e per quei pazzi dei neocon repubblicani che avevano creduto alla possibilità di trasformare l’Iraq in una democrazia. I fatti dicono che avevano ragione loro.
Bush è stato un grande Presidente e la Storia (con la S maiuscola) gliene darà atto.
Orpheus

Pubblicato il 9/3/2010 alle 21.34 nella rubrica l'Asinistra.

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