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Orlando Zapata vittima del feroce regime castrista


Reina Luisa Tamayo , madre di Orlando Zapata Tamayo, interviene alla RADIO per smentire le menzogne del governo tirannico dell'Avana, costruite intorno alla morte di suo figlio.
Orlando, dice la madre é stato lasciato morire sul pavimento della prigione di "Kilo 8" a Camaguey l’hanno buttato sul pavimento per un mese intero; 18 giorni senza bere un goccio d’acqua. Questo ha danneggiato i reni” ...solo all'ultimo momneto, quando ormai non c'era più nulla da fare, gli sono state prestate cure mediche.
“Se vogliono delle prove i periti internazionali possono disseppellire il corpo di mio figlio e vedere i colpi che ha sulla schiena, l’hanno massacrato"- riferisce la madre- che conserva ancora la maglietta macchiata di Orlando Zapata; piena di sangue dopo le percosse del 26.
“Mio figlio é stato assassinato per il colpi e le torture di questo governo, solo perchè era un difensore pacifico dei diritti umani a Cuba, non voleva niente per lui.”
Aggiunge la madre indignata che chiude il suo discorso, dicendo sfacciati, bugiardi e altri aggettivi a Fidel e Raúl Castro. Ha lanciato una sfida a chi difende le bugie dei fratelli Castro: “potete fare entrare i periti internazionali”.
Accetterà la sfida Castro? No perché è un codardo e un bugiardo senza scrupoli.
Mi hanno fatto pressione per seppellire subito mio figlio, e non hanno permesso agli altri miei figli diassistere alla sepoltura di Orlando:una vergogna e un crimine. Mai visto.
Inoltre la blogger Yoani Sanchez è stata arrestata e maltrattata nelle ore in cui avrebbe voluto presenziare al funerale di Zapata assieme ad altre 125 persone, vittime dell’ondata di repressione messa in atto dalle autorità.

Cuba, dopo la rivoluzione castrista (che fa spremere lacrimucce nostalgiche ai nostri sinistri),   è diventata un "carcere" a cielo aperto, dalle 11 prigioni sotto la "dittatura" Batista, é passata alle oltre 300 del "felice"  regime di Fidel.
 Come dichiara Amnesty persino nove prigionieri sono tenuti in celle
di punizione per periodi di due-quattro mesi, molto anguste (due metri per uno), prive di suppellettili e luce naturale.
I prigionieri non ricevono cure mediche o acqua potabile ed e' vietato
loro uscire dalle celle, ricevere visite o fare esercizio fisico; talvolta
non possono lavare i vestiti o avere lenzuola pulite.

Ci vuole veramente una faccia di titanio...a incolpare gli Usa!
Orpheus

Pubblicato il 5/3/2010 alle 18.40 nella rubrica Diritti Umani.

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