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Farecabaret...la ridicola diatriba su "Italia amore mio"


Una caratteristica che contraddistingue  gli intellettuali radical-chic di sinistra e aimè, ultimamente anche di destra, è l’assoluta mancanza del senso del ridicolo, figlia di una grande prosopopea e dell’incrollabile convinzione che tutto ciò che loro pensano ed esternano, sia quanto di meglio lo scibile umano produca, e che nessuno può pensarla diversamente, altrimenti trattasi di un povero ebete, incolto e becero.

Ma, come dice il proverbio chi “si  loda s’imbroda” e aggiungo, spesso fa sganasciare dalle risate,  coloro che dovrebbero “pendere dalle labbra” del solone di turno.

Recentemente l’oscar come migliore comico va Filippo Rossi, direttore di Farefuturowebmagazine, che ha annunciato uno sciopero della fame nel caso in cui  “Italia amore mio” avesse vinto il festival di Sanremo. L’ha definita “un inno imbarazzante, nazional-trombonesco”. E il suo non sarebbe stato uno sciopero della fame per protesta, ma “uno sciopero che nasce dalla vergogna”.

Insomma con tutte le cause, per fare uno sciopero della fame, Filippo Rossi ha scelto di combattere la “retorica vuota e patriottarda” di “Italia Amore mio” perché come Michela Serra, pensa che questa canzonetta riesce a “rendere ridicola la destra”.

Già, solo questo la dice lunga, sull’assoluta inconsistenza e vacuità di Filippo Rossi, ma aggiungiamoci che “Italia amore mio” non è un inno di destra, ma è il sentimento che tanti italiani provano per la propria Patria e per i valori in cui hanno SEMPRE CREDUTO, fino a quando qualche pseudo-progressista con la puzzetta al naso, non ha deciso che è da beceri, credere nella famiglia, nella propria cultura e RELIGIONE. Bisogna aprirsi alle altre culture, per esempio quelle che trattano le donne come animali, da tenere al guinzaglio e mandare in giro coperte da capo a piedi.

Queste si, che sono culture….sciambola…mica la nostra, che permette alla donna di gestire la propria vita e il proprio aspetto esteriore come meglio crede.

Consiglio a Filippo Rossi e a Bersani suo compagno di sciopero (fra l’altro fischiato dal pubblico, al contrario del Ministro Scaiola, che ha ricevuto molti applausi)  che se proprio hanno voglia di fare scioperi della fame, ci sono cause decisamente più “sostanziose” come per esempio protestare contro il nostro record europeo di donne immigrate infibulate, questa si, che è una vergogna, che va contro i diritti umani, la nostra cultura e la nostra tradizione, che per fortuna, sono ancora quelle cantate da Pupo e soci, e di cui si può solo andare orgogliosi.

Si, “Italia amore mio”  è una canzonetta di Sanremo, come centinaia prima di lei, ma gli italiani l’hanno votata, per quello che rappresenta, un inno alla nostra Patria. Perché vergognarsene?

Certo per chi vuol svendere il nostro Paese, questa canzone è da schernire e mettere all’indice…al rogo, come il povero Emanuele Filiberto, colpevole chissà di che (ho letto insulti terribili su di lui, in rete).

Orpheus


Pubblicato il 22/2/2010 alle 16.18 nella rubrica cronaca.

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