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Lo "smemorato" Bersani, farebbe meglio a curarsi la memoria prima di alzare il ditino


ggiungo un altro pezzo interessante dell'articolo precedente che è significativo della superiorità immorale della sinistra:

Nella puntata di Ballarò dedicata al decennale della morte di Bettino Craxi, ho ascoltato (Giovanni Donigaglia ndr) sbalordito Bersani che si chiamava fuori, sostenendo che lui ai tempi di Tangentopoli era alle prime armi in politica. Oh bella, devo aver sognato, perché io invece mi ricordo d’aver pranzato con Bersani nella seconda metà degli anni Ottanta in un ristorante nei pressi della Fiera di Bologna e d’aver ricevuto una pressante richiesta affinché la mia cooperativa finanziasse la Festa nazionale dell’Unità. Cosa che ovviamente feci, visto che era il Pci a garantirmi la vincita degli appalti negli enti amministrati dalla sinistra. Di certo, se Bersani non m’avesse ingiunto di versare quei soldi, io mi sarei ben guardato dallo sprecare milioni di lire della Coopcostruttori per un’iniziativa che non aveva nulla a che vedere con le nostre attività.

Se Bersani ha qualche vuoto di memoria in proposito, possiamo chiamare a testimone Roberto Soffritti, all’epoca sindaco di Ferrara, che partecipò al pranzo. Oppure organizzare un confronto in pubblico: gli lascio la scelta di giorno, ora e luogo".
Gira e rigira, è sempre lì che alla fine torna Donigaglia: al denaro che il partito drenò dalle casse della Coopcostruttori.

"Il Pci era il nostro socio occulto e tramite la Legacoop interveniva direttamente nella gestione. Mi ordinò di salvare aziende decotte e persino di rilevare la squadra di calcio di Ferrara, la Spal. Quando fui arrestato, la senatrice Silvia Barbieri, poi cooptata nello staff del segretario Fassino, veniva a trovarmi in carcere a Verona dicendomi di resistere, ché il partito m’avrebbe aiutato. La terza domenica di maggio del 1993 - ero appena uscito di prigione - lo stesso Fassino mi aspettava al casello autostradale di Ferrara sud per informarsi su che cosa avessi rivelato durante gli interrogatori: “Mi raccomando, tieni duro”. Infine D’Alema, il 12 marzo 2003, davanti alla popolazione di Argenta radunata nella nostra sede, proclamò: “La Coopcostruttori è sana, la salveremo”. Si vede come l’hanno salvata".

E questo è quanto non c'è altro da aggiungere si commenta da solo.

Questi sono gli onestini che alzano sempre il ditino e chiedono le dimissioni degli altri, perchè sanno che c'è chi provvede, a mettere sotto il tappeto la loro spazzatura. Corrompendo e vanificando lo stesso concetto di Democrazia, Giustizia e Libertà. Ma d'altronde, possono cambiare mille sigle, ma la loro matrice é la stessa che ha generato mostri genocidi cone Stalin.

Orpheus

Pubblicato il 13/2/2010 alle 12.18 nella rubrica Giustizia indecente.

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