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Fatti&misfatti di una sinistra allo sbando fra il caso D’Addario e il caso Contrada



1)   Fatto: D’Alema preannuncia una “forte scossa” che travolgerà Berlusconi, manco avesse avuto la sfera di cristallo, o fatto una premonitrice seduta spiritica come il compagno Prodi,  poco dopo, con puntualità da orologio svizzero, scoppia lo scandalo D’Addario.

2)   Fatto: sempre pochi giorni prima del D’Addario-gate, quattro personaggi legati alla vicenda s’incontrano “per caso” in centro Bari. Il magistrato Giuseppe Scelsi, titolare dell'inchiesta su Tarantini. Il senatore del Pd Alberto Maritati (uomo di D’Alema, manco a dirlo ex-magistrato, che nel ‘95, come PM a Bari, chiese e ottenne il proscioglimento di D’Alema accusato di aver percepito un finanziamento illecito al Pci…quando si dice la coincidenza, dal ‘99 in poi milita nel partito di  colui che aveva  prosciolto). L’avvocato della escort Maria Pia Vigilante e amica di vecchia data di Maritati. La giornalista  Maddalena Tulanti, capo redazione del Corriere del Mezzogiorno, inserto regionale del CdS, nonchè la penna che ha trasformato in un libro – Gradisca, presidente – la biografia della D’Addario.  Ovviamente queste sono “coincidenze”, considerarle prove di un complotto  è “demenziale”, dichiara Maritati. Solo per Berlusconi vale la regola di colpevolezza a prescindere, solo lui, se partecipa al compleanno di una giovane, insieme a 100 persone è un “pedofilo” che deve dimostrare la sua innocenza e le "iene dattilografate" ci banchettano per mesi, sputtandolo e sputtandoci persino all'estero. Gli altri tutti “santi” vittime di circostanze avverse. A D’Alema e alla sua “cricca” bisogna credere per “fede” come si crede nella SS. Trinità, altrimenti si è “dementi”. Sono gli “unti” dal Signore, loro.

 Ma non è finita, Il Fatto ( giornale velenosamente anti-berlusconiano) si unisce a Panorama, nello svelare il complotto D’Addario e qui la vicenda si fa interessante, contemporaneamente, sempre per “caso” escono ora dopo 17 anni, sul Corriere, le foto (anche queste innocenti per “grazia ricevuta”) di Di Pietro e Contrada, con tutta una serie di veleni e Di Pietro che grida volgarità al Tg1 (il che la dice lunga su quanto sia “nervoso”). Ergo c’è una guerra intestina all’ultimo sangue, fra “Baffino” e il “Molisano incolto”?  Stanno volando stracci e botte da orbi, fra le due fazioni e qualcosa vorrà pur dire…. Con un Bersani, che sembra un pugile suonato, intento a salvare il salvabile, Di Pietro: un polverone, come no,  sempre pronti a scusare gli amici, i compagni e ad applicare rigorosamente la legge dei due pesi e delle due misure.  Che pena!

Intanto, finalmente qualcuno si chiede da dove spunti la laurea di uno che manco conosce la grammatica italiana.

Orpheus

Pubblicato il 4/2/2010 alle 12.2 nella rubrica Sinistra indegna.

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