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Silvio e la scoperta dell'acqua calda...


A volte Silvio Berlusconi dice delle "ovvietà" non perchè siano concetti banali, ma perchè chiunque non abbia i paraocchi ideologici o non sia in malafede, non può che condividerle.
L'ultima uscita in ordine tempo è quella di ieri a Reggio Calabria per l'incontro del Crm. Vantando i "risultati positivi" sul fronte della lotta all’immigrazione clandestina e ricordando gli "accordi con la Libia", Berlusocni ha sottolineato che una "diminuzione degli extracomunitari significa anche meno forze che vanno a ingrossare le fila delle organizzazioni criminali". Poi, nel corso della registrazione di Porta a Porta, si è espresso con chiarezza.
"La lotta alla criminalità si fa anche con il contrasto all'immigrazione clandestina - ha detto il premier - perché chi viene qui e non ha un lavoro finisce tra le file delle organizzazioni criminali".
Aggiungo, non solo finisce in mano alla mafia, ma ruba nelle case, rapina per la strada, stupra donne indifese ecc.
Una dichiarazione "banale", di semplice buon senso,  per un concetto ovvio: chi non lavora e non ha uno stipendio o muore di fame o si arrangia.
I clandestini entrano nel nostro paese, violando la legge, come possono trovare un lavoro onesto?
E' un'opinione razzista?
Se lo é, é la verità ad essere razzista.
Eppure la canea dei soliti catto-beoti-comunisti si è scatenata, nei soliti improperi beoti-catto- comunisti: "Una frase del genere ci mette fuori da qualsiasi contesto moderno" ha detto il segretario dei democratici Bersani. E MENO MALE aggiungo io.
Stupido e inutilmente provocatorio il commento di Anna Finocchiaro, che si è poi scusata: "Altro che immigrati. Diciamo: meno premier, meno crimini...".  Un commento che insulta, in primis l'intelligenza della Finocchiaro, e poi chi crede in Berlusconi.
Donadi, dell'IdV blatera le solite menzogne:" Le politiche sull'immigrazione del centrodestra hanno il volto feroce e intollerante della Lega, ma alla prova dei fatti si sono rivelate fallimentari, come dimostrano anche i fatti recenti e drammatici di Rosarno, perchè non hanno aumentato la sicurezza dei cittadini e non hanno risolto il problema". "L'Italia - conclude - ha bisogno di leggi severe ma giuste, non di inutili slogan razzisti che alimentano il clima di intolleranza".
E oggi la Cei che deve avere dei vescovi completamente a digiuno della basi elementari della matematica o statistiche fatte su Marte.
A tutti questi signori ricordo che in Italia, un reato su tre è commesso da immigrati clandestini mentre il tasso di criminalità degli immigrati regolari è pari a quello degli italiani residenti, ma non le presenze sul territorio italiano, gli italiani sono più di 50 milioni, e gli immigrati 5 o 6. Quanti reati sarebbero a carico degli immigrati, se fossero 10, 15, 20?

Questi sono dati ufficiali del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap): il 38% dei detenuti nelle carceri italiane sono immigrati, va evidenziato il legame che c'è tra i reati cosiddetti predatori e l'elevata percentuale dei responsabili tra gli irregolari. "Per alcuni reati si arriva a punte del 60-70% e, ad esempio il borseggio, in alcune aree del Paese - ha sottolineato Manganelli - arriva a percentuali dell'80%". Secondo il capo della Polizia questi dati "incidono sulla sicurezza reale".

Ecco un'altro razzista. Tutti razzisti coloro che non si bendano gli occhi e ripetono come cani di Pavlov il solito ritornello sulle gioie dell'immigrazione.
Orpheus


Pubblicato il 29/1/2010 alle 19.47 nella rubrica PDL.

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