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Padova=Rosarno, Alabama -il muro e il muretto in stile “Ku-klux-klan” della giunta piddina


Continua la sarabanda di disinformazione operata dai media, integrazione e problemi dell’immigrazione,  vengono tutti rapportati ad un’unica equazione  razzismo degli italiani e destra xenofoba che lo alimenta. Si, perché se ad essere “xenofobi e razzisti” sono appartenenti del centro-sinistra, scatta la minimizzazione quando, non addirittura l’insabbiamento.
A Padova hanno costruito nel 2006, un vero e proprio ghetto in stile nazista, con tanto di muro e posto di blocco e dentro ci hanno rinchiuso centinaia di immigrati. Padovani razzisti? Andate a chiedere cos’era diventata la vita per chi era costretto a interagire giorno e notte con i poveri “migranti”. Scippi, aggressioni, spaccio di droga, guerriglie notturne.
Poi ci devono aver preso gusto perché hanno costruito anche un “muretto” (coperto di fiori, però) per separare gli alunni delle elementari dagli studenti stranieri che frequentano il corso diurno di lingua italiana. Zanonato ha potuto e può farlo, prendendosi anche i complimenti dei soliti ipocriti sinistri, l’avesse fatto Tosi,  sindaco leghista di Verona, sarebbero piovute critiche, scomuniche e il solito ciarpame mediatico dell'allarme razzismo.
I padovani, quindi come i rosarnesi onesti,  si sono ribellati ad una situazione ormai intollerabile. L’unica differenza è stata l’intervento tempestivo, delle autorità locali, prima che la situazione degenerasse. Cosa che non è successa a Rosarno.
Qui un interessante disanima sui fatti di Rosarno,  di cui condivido particolarmente la seguente conclusione, che ho riassunto.
Rosarno conta quasi 16.000 abitanti, con un tasso di penetrazione della ‘ndrangheta nella società civile stimato  dagli esperti del settore, in circa circa 300 unità locali, considerate “affiliati” o comunque “vicini” alle cosche Pesce e Bellocco.  Ciò significa che gli altri 15.700 cittadini di Rosarno sono onesti.
Sono persone perbene, vittime della ‘ndrangheta, costretti a subirla quotidianamente.
Sono persone perbene che in questi giorni si sono  visti criminalizzati e assaliti dai mass media di tutto il mondo solo perchè si sono difesi da chi ha messo mano, con violenza, su donne e bambini.
Dirlo è raccapricciante, ma se ci mettiamo nei panni dei Rosarnesi ci renderemo conto che la cosa più vera l’hanno detta gli ‘ndranghetisti del clan Bellocco intervistati dall’inviato di Matrix , gli unici che hanno scelto di stare dalla parte di Rosarno, che hanno difeso i cittadini, che hanno spiegato perchè avevano ragione: ecco la ragione per cui in Calabria vince la ‘ndrangheta e perde lo stato, inteso come  società civile, ormai preda dei soliti ipocriti buonisti, dediti alla carità pelosa del "volemose 'bbene" sulle spalle altrui, infarcita del peggior catto-comunismo, i cui effetti sono ben lungi dal provare personalmente. A loro le belle parole ai poveracci dei rioni periferici, lo scotto del degrado e della criminalità.

Da questi fatti si può solo dedurre che il problema dell’integrazione, non deve essere solo a carico di chi accoglie, ma anche e soprattutto di chi arriva. Infine l’accoglienza sarà anche cristiana, ma accogliere indiscriminatamente tutti, non ha nulla di cristiano se poi, gli immigrati vivono come bestie e rendono la vita infernale a chi convive con loro.
Orpheus


Pubblicato il 15/1/2010 alle 11.38 nella rubrica EVIDENZA: immigrazione.

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