Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

In Gb si pensa ad un freno all'immigrazione per evitare il crack


Tutti i nodi prima o poi vengono al pettine, e alla follia di chi vorrebbe accogliere tutti gli stranieri “senza se e senza ma”, si oppone il ritrovato buon senso di chi l’ha fatto e adesso ne raccoglie i frutti amari.
La Gran Bretagna ha rilanciato la necessità di imporre un freno all'immigrazione per evitare il crack. La proposta è del leader dei conservatori David Cameron che in vista delle elezioni in primavera mette in campo il piano per tenere la popolazione inglese sotto i 70 milioni, una cifra che potrebbe essere raggiunta già nel 2029, sia per la crescita dei flussi migratori che per la “fertilità” delle nuove famiglie britanniche, sempre più numerose. Attualmente arrivano circa 200mila migranti l’anno- è insostenibile, e il tasso di immigrazione va riportato ai livelli dell’era Tatcher con un giro di vite che limiti gli ingressi del settantacinque per cento. "Due milioni di immigrati in un decennio sono troppi".
Naturalmente la sinistra parla di “caccia alle streghe” e respinge ogni responsabilità per la “open door policy” adottata fin’ora.
Il problema non è solo quello già grave dell’integrazione mai avvenuta, visto che ampi  gruppi  di piccoli islamici in età compresa fra i sette e dieci anni, invece che pompieri,  da grandi vogliono diventare kamikaze, ma anche quello economico altrettanto pesante, con un tasso di disoccupazione pari all’8% e la prospettiva di migliaia d’immigrati alle porte in cerca di un lavoro che non si trova e quindi di sussidi statali, il crack paventato da Cameron e tutt’altro che mera fantapolitica. In GB come altrove il miraggio dell’immigrazione come panacea universale, si sta rivelando un vaso di Pandora, da dove escono più mali che benefici.
Orpheus

Pubblicato il 12/1/2010 alle 20.11 nella rubrica EVIDENZA: immigrazione.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web