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Quando la mafia non fa notizia: 5000 i morti per cui nessuno si straccia le vesti…


Cinquemila gli italiani uccisi da cosa nostra, a cui vanno aggiunti i morti ammazzati dalla 'ndrangheta, dalla camorra e dalla sacra corona unita. La maggior parte,  vittime innocenti, tutori dell’ordine, magistrati, commercianti e imprenditori che hanno denunciato i taglieggiatori, parenti di pentiti, persino bambini di 11 anni, donne e ragazzine capitate nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Puglia, Campania, Calabria e Sicilia , quattro regioni tenute sotto il tacco della criminalità organizzata da quando questa è nata. Italiani senza lavoro e/o sfruttati, costretti ad abbandonare il proprio paese e la propria casa.
Chi apre un’attività in un paese controllato dalla mafia, sapendo di dover sottostare al suo ricatto? Nessuno, solo un matto lo fa.
Italiani avvelenati dai rifiuti tossici che le mafie locali disseminano per le campagne, territori avvelenati da ogni genere di schifezza. Strade costruite con materiali scadenti. Strutture che crollano come la Casa dello studente in Abruzzo, perché costruite male. Inchieste su inchieste che finiscono in nulla.
Eppure tutto questo "male" non smuove né i media, né la riprovazione del solito politico buonista, forse perché i meridionali onesti, non imbracciano spranghe e bastoni e vanno a distruggere case di inermi cittadini.
Solo adesso tutti si accorgono della 'ndrangheta” e tutti scendono dal pero, perché gli sfruttati sono una manciata di migranti, i quali stanchi di essere sfruttati se la sono presa, con altri poveri diavoli, a loro volta vittime, da sempre della criminalità organizzata. E, si può tranquillamente, affermare “cornuti e mazziati”.
In regioni problematiche come la Calabria, aggiungere il problema di un’immigrazione che non si integra, è come buttare benzina sul fuoco.
Le amministrazioni locali, sicuramente invischiate con la criminalità organizzata, hanno permesso che migliaia di immigrati, fossero sfruttati,  li hanno fatti vivere in situazioni degradanti, alimentando il malcontento degli immigrati e quello degli autoctoni,  che mal sopportavano le “abitudini” degradanti di tanti loro (per altro abitudini che hanno anche al nord).
Io trovo questa repentina ed effimera attenzione verso la 'ndrangheta INDECENTE, perché finalizzata ad assolvere la violenza INGIUSTIFICABILE degli immigrati, domani al sud la gente continuerà a morire per manoo per causa della criminalità organizzata, ma cadrà il solito velo omertoso o indifferente, il silenzio che permette alle mafie di vivere e prosperare.
Parliamone sempre, e non solo quando fa comodo, risanare il Sud sarebbe una vittoria di tutti gli italiani e tutti ne avrebbero giovamento.
Orpheus

Pubblicato il 10/1/2010 alle 21.19 nella rubrica Lotta alla mafia e all'evasione.

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