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Barack e burattini: i terroristi liberati di Guantanamo tornano a far parte di al-qaida


La guerra al fondamentalismo islamico di Barck Obama assomiglia sempre di più ad una farsa di pupi, inconcludente e  basata più su annunci clamorosi che fatti concreti.
Malgrado i recenti smacchi subiti, nel cuore stesso degli States, che hanno rivelato tutta l’inadeguatezza della politica estera obamiana, e in particolare la lotta al terrorismo islamico, il presidente americano non è intenzionato a rivedere la sua decisione di chiudere il carcere di Guantanamo. La sua “bandiera” elettorale grazie alla quale è stato salutato come il nuovo “messia” portatore di Pace nel mondo (e che gli ha fruttato anche un immeritato Nobel).
Pur di sostenere questa follia, la Casa Bianca continua a ripetere che chiudere questo carcere é “un imperativo della sicurezza del paese”.
Un’opinione fortemente opinabile visto che le menti di al-Qaida che hanno organizzato l’attentato del giovane nigeriano il giorno di Natale e che avevano pianificato per questi giorni un attacco con camion bomba all’ambasciata americana di Sanaa, sono ex detenuti di Guantanamo, consegnati alle autorità yemenite che non sono riuscite a impedire la loro evasione in massa nel 2006 (o non hanno voluto impedirla…)
Il 19 dicembre altri prigionieri sono stati consegnati alle carceri ben poco affidabili di Afghanistan Somaliland e Yemen e in quest’ultimo paese gli Usa prevedono di rimpatriare altri 91 membri di al-Qaeda. Chissà di quante "fortunate "evasioni, al-qaida beneficerà.
Peggio ancora secondo fonti britanniche almeno una decina di altri ex-prigionieri di Guantanamo ha raggiunto recentemente lo Yemen per arruolarsi nelle formazioni di “Al-Qaida nella Penisola Arabica” organizzazione che tra i suoi leader ha molti ex detenuti, incluso Said al-Shihri, che ha rivendicato una serie di attentati in Arabia Saudita e Yemen e che forse è stato ucciso da un raid aereo americano nei giorni scorsi.
Secondo gli ultimi dati uno su sette di questi terroristi liberati, è tornato alla jiad contro l’Occidente (secondo me sono molti di più), nemmeno l’assurdità di aver speso milioni di dollari e sacrificato migliaia di vite umane per catturare quelle belve umane per poi rimetterle in libertà in nome del politically correct, ha fermato questa colossale baggianata del pacifismo più stereotipato e melenso, di cui Obama è un benemerito rappresentante.
Forse credevano le menti eccelse alla corte di Barack, che abolire il termine “atti terroristici” rimpiazzandolo con il ridicolo “disastri causati dall’uomo”, avrebbe indotto i terroristi islamici a non far saltare più in aria cittadini americani e occidentali. E questo la dice lunga, su quanto idioti siano e quanto questo presidente così pompato dai media mondiali, sia il peggiore che gli americani abbiano mai avuto.  Tutto “chiacchiere e distintivo” ma contro al-qaida è un "gioco" molto pericoloso.
Orpheus

Pubblicato il 7/1/2010 alle 12.22 nella rubrica America.

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