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Leggi ad "compagnum" che non scandalizzano la sinistra


Il centrosinistra ha fatto della sua lotta "senza se e senza ma" alle leggi "ad personam" il proprio cavallo da battaglia. Contro Berlusconi é una "tiritera" quotidiana, ma se a chiedere esplicitamente una legge "ad personam" é un sindaco del Pd, per potersi candidare alle regionali, la musica cambia, anzi tace.
È l'ipocrisia della sinistra. Quella che strepita nel primo caso e "fischietta" indifferente nel secondo.
Ecco, questa l'ipocrisia condanna la sinistra al suo ruolo minoritario nel Paese, ma ancora non l'ha capito.
Non bisogna, infatti avere una laurea per "captare" la genesi di questa cultura, cioè il cardine "dei due pesi e delle due misure" su cui poggiano tutte, ma proprio tutte le sue posizioni, dal pacifismo, alle leggi "ad personam" passando per i "compagni che sbagliano" e la "lotta" alla camorra.
L'ultimo caso - che sarebbe uno scandalo se non riguardasse il centrosinistra - è quello che si sta consumando in Puglia.
Dove per "compiacere" Pierferdy Casini, che non gradisce, e come dargli torto Nichi Vendola di Sinistra e Libertà, (che in tempi passati predicava la "libertà dei bambini di far sesso fra loro e con gli adulti"), il Pd ha pensato a Michele Emiliano, combinando un pasticcio, perchè in Puglia la normativa prevede che un sindaco, per candidarsi alla guida della regione, debba prima dimettersi. 
Ci sarebbe da vergognarsi ma siccome i protagonisti sono avversari di Berlusconi e l'interessato è addirittura un magistrato, ecco che la vicenda finisce fra le cronache minori. È invece la cifra di un Pd purtroppo allo sbando, diviso fra ciò che è e ciò che vorrebbe essere, fra ciò che chiede al suo avversario e ciò che dimentica per i suoi dirigenti.
Stampatello dal link
Orpheus

Pubblicato il 28/12/2009 alle 18.15 nella rubrica Sinistra indegna.

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