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Padrini mafiosi, figliocci politici e professionisti dell’antimafia


La vulgata sinistra vuole Berlusconi mafioso e Mediaset inquinata dai tentacoli della Piovra, così ha scritto Repubblica, beccandosi l’ennesima querela di Marina Berlusconi.
Ma Repubblica e le anime belle dell’antimafiosità di partito, non spiegano troppe cose: per esempio come mai questo governo mafioso è quello che ha assestato i maggiori colpi alla criminalità organizzata: +87% di arresti di mafiosi latitanti, +53% di operazioni di polizia.
Come mai sempre i Governi Berlusconi hanno reso definitivo il 41 bis e l’hanno inasprito e hanno introdotto una norma che facilita la confisca dei beni dei mafiosi, perché è onere della difesa e non più dell’accusa, provarne la legittima provenienza.

Al contrario il Pd e la sinistra hanno avuto sempre una posizione ambigua, prima con l’opporsi al 41 bis e adesso nell’opporsi alla vendita dei patrimoni mafiosi. Ci si chiederà perché?
Fatta la fronda al “fumo” delle dichiarazioni scandalizzate, l’arrosto è: la  settimana di mobilitazione  organizzata dalla Associazione Libera contro la vendita dei beni confiscati alla mafia. Letto lo slogan tutto diventa chiaro: ''Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra''.
Ah ecco, i beni confiscati sono cosa loro. Anche i professionisti dell’antimafia tengono famiglia.
Solo a leggere il nome delle associazioni che hanno partecipato all'iniziativa di Libera Associazione, c'è da restare a bocca aperta:  Legambiente, Arci, Acli, Tavola della Pace, Uisp (Unione Italiana Sport per tutti), Agesci (Associazione Guide e Scout Italiani), Uds (Unione degli studenti).
 D’Altronde il piatto è ricco, sono milioni di euro che ballano, e la sinistra ci si ficca, molto volentieri.
Come per tutto il resto della sua attività politica e sociale, la sua antimafiosità è da barzelletta: peccato che a ridere siano solo mafiosi e camorristi.
Orpheus
PS. Ve lo immaginate un “mafioso” che introduce una norma per la quale, si addossa l’onere di dover dimostrare la legittima provenienza dei capitali della sua azienda (piccolo particolare “sfuggito” a Repubblica)? Sarebbe un pirla.
O forse i pirla sono tutti coloro che credono a queste bufale e le spacciano come verità assolute, senza nemmeno riflettere un nanosecondo sulla stupidaggine delle notizie che leggono.

Pubblicato il 30/11/2009 alle 11.51 nella rubrica Lotta alla mafia e all'evasione.

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