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Islam politico nei nostri paesi é pericoloso e danneggia l'integrazione


"Inserisco l’immagine di un matrimonio islamico celebrato in Afghanistan all’inizio del 2007: la sposa ha undici anni, suo marito quaranta. Questo è ciò che avverrà anche nell’Europa musulmana prossima ventura, col permesso di Allah l’Onnipotente."
La "fausta" previsione di un' Europa ripiombata nell'oscurantismo del basso medioevo, é espressa qui.

Questa gente non vuole integrarsi, ci sta c o l o n i z z a n d o ed è intenzionata a portare la barbarie islamica nei nostri paesi. Pedofilia di stato, poligamia e se "Allah Onnipotente lo permette" (che vadano a  farsi fottere le nostre leggi, la nostra cultura e la nostra religione), lapidazioni pubbliche, taglio della mano et similia, al peggio non c'è mai fine. Dovremo convertirci perchè gli infedeli da quelle parti sono visti male. Molto male.
In poche parole, saremo schiavi, nei nostro paesi, la strategia é già in atto: in Spagna alle prossime elezioni nel 2011, ci sarà un partito islamico, il Prune fondato da un noto intellettuale marocchino, da anni residente in Spagna, Mustafá Bakkach. Ufficialmente, il suo intento pro­grammatico è di ispirarsi all’islam per contribuire alla rigenerazione morale della Spagna. Parole molto inquietanti perchè la religione islamica è pesantemente misogina, sessofobica
e con l'aggravante di perseguitare omosessuali e donne che hanno una normale vita sessuale, fuori dal matrimonio.
L'Ucoii in Italia ha subito preso la palla al balzo e ha annunciato che:
"per le prossime elezioni formazioni politiche di ispirazione islamica saranno a livello nazionale una realtà anche in Italia."  Ezzeddine Elzir conferma: "Gli italiani di fede islamica sono 50mila, ed è giusto che chi lo desidera possa votare un partito che difenda le esigenze della comunità musulmana, come del resto è avvenuto in Spagna con la nascita del Prune". Cinquantamila, per ora non sono molti, ma se si passa alla cittadinanza breve e al diritto di voto, anche per chi é in possesso del solo permesso di soggiorno, la cifra é destinata a lievitare, in modo considerevole.

Inoltre come spiega bene Angelo Panebianco: "A questo punto, la strada della auspicata "integrazione" dei musulmani che risiedono in Europa diventerà molto ardua. Perché?
Perché la scelta del partito islamico è la scelta identitaria, la scelta della separazione, dell’auto-ghettizzazione. Si potrebbe anche dire, paradossalmente, che quando nasceranno i partiti islamici sarà possibile valutare davvero quale sia, per ciascun Paese europeo, il reale tasso di integrazione dei musulmani. Perché è evidente che il musulmano integrato, quello che vive quietamente la sua fede e non ha rivendicazioni identitario-religiose (come quella che ho riportato sotto l'immagine a inizio post) da avanzare nei confronti del la società europea in cui risiede e lavora, non voterà per il partito islamico. E magrado le attestazioni di rifiuto della violenza e di rispetto per le nostre leggi (tutto fumo negli occhi) saranno partiti islamici la cui ideologia è basata sul fondamentalismo religioso.
Ormai c'è un'unica strada: rispedire nei loro paesi coloro che non accettano la nostra cultura, perchè chi trova naturale il matrimonio fra un vecchio e una bambina di 11 anni, non degno di abitare nelle nostre città.
Orpheus



Pubblicato il 18/11/2009 alle 18.56 nella rubrica EVIDENZA: immigrazione.

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