Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Umorismo involontario: “breve” un processo che dura sei anni!


Tutta la querelle sul processo “breve” fa ridere (amaro),  già il termine “breve” riferito a un procedimento che dura sei anni, è una barzelletta, che non sfigurerebbe nella scaletta di Crozza.  Il “breve” quindi,  è giustificato solo dal fatto, che al momento i processi durano decenni: un abominio giuridico, una Giustizia, non più morta, ma putrefatta.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, considera congrui quattro anni, includendovi anche il tempo delle indagini (che invece nel “processo breve” sarebbe escluso). Nell'ultimo rapporto "Doing Business 2009", in tema di giustizia civile, l'Italia si è classificata al 156esimo posto su 181 Paesi (dopo Angola, Gabon e Guinea!!!) Nel 2008 la durata di un procedimento di recupero di un credito originato da una disputa commerciale è stata stimata in Italia di 1.210 giorni contro i 331 in Francia, di 394 in Germania e di 515 in Spagna.
A giustificazione di questo sistema da quarto mondo, i soliti noti tirano in ballo la scarsità di risorse, ma come dimostra il rapporto della CEPEJ (European Commission for the Efficiency of Justice) l'Italia non si discosta dagli altri grandi Paesi membri dell'Ue per il numero di risorse umane e materiali impiegate dallo Stato per l'amministrazione della giustizia. Anzi, per la pubblica accusa spende di più. Secondo la stima del rapporto CEPEJ, spendiamo per il nostro sistema giudiziario 4,08 miliardi di euro, contro i 3,35 della Francia e i 2,98 della Spagna. Ossia 70 euro per abitante, mentre la Francia spende 53 euro e la Spagna 68.
Appurato che il “processo breve”, breve non è, passiamo all’altra Grande Bufala, spacciata come “disastro annunciato”, da coloro che sono i primi responsabili dello stato di putrefazione della Giustizia,  e dei loro compari politici: “Oltre 100mila" sarebbero i processi che cadrebbero in prescrizione se venisse approvata la norma del "processo breve" (stima del presidente e il segretario dell'Anm, Luca Palamara e Giuseppe Cascini). Una vera e propria "amnistia mascherata",  paventano, con una faccia di tolla, da premio Oscar. L’amnistia mascherata, infatti c’è già da quel dì, e nessuno dei novelli scandalizzati per il “processo breve”  si è mai posto il problema e/o tentato di risolverlo.
Dai dati del Ministero della Giustizia risulta infatti che nel solo 2007 i provvedimenti di estinzione di uno o più reati per prescrizione sono stati 156.842. Di questi, ben 118.919 (il 75,8 per cento) sono maturati in fase di indagini preliminari, e alla fine adottati con decreto di archiviazione (113.869) o con una sentenza di non luogo a procedere (5.050) da parte del gip, dunque senza alcun esercizio dell'azione penale da parte dei pm. Si è arrivati fino alla prescrizione di 210.898 procedimenti nel 2004. E non mi sembra che l’Anm abbia parlato di amnistie e lanciato allarmi, quando venivano scarcerati killer mafiosi per decorrenza dei termini.

La scena finale in questa farsa da quattro soldi, consumata sulla pelle dei cittadini, la recita l’ignobile, inetta, inconcludente sinistra, criticando in modo pretestuoso un provvedimento, che presentò nel 2004. Ormai impegnata a sopravvivere, cacciando frottole e sparando a zero su Berlusconi, in linea con il suo miglior alleato, il Pm che deve la sua fortuna politica al più bieco giustizialismo. Pagliacci.
Orpheus

Pubblicato il 15/11/2009 alle 21.48 nella rubrica Giustizia indecente.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web