Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Finiani? No, Tafazziani ennesima querelle fra i finiani e Feltri


Fini e i finiani assomigliano sempre più a Franceschini e ai franceschiniani: ergo attaccano e poi fanno le vittime, se si risponde a tono. Tirano il sasso e nascondono la mano, “chiagnono e fottono” per dirla brutalmente.
Sono mesi che farefuturo e il sig. Fini in persona attaccano il Governo e il Presidente del Consiglio, l’altro giorno il suddetto (che ormai mi provoca solo reazioni che coinvolgono il mio apparato gastrico) ha dato al Premier del “monarca assoluto”, ergo del tiranno, piazzandosi in pole-position al pari con Di Pietro, nella partita degli antiberlusconiani, come se fosse assolutamente normale e in linea con il protocollo parlamentare, che il presidente della Camera OFFENDA ripetutamente a mezzo stampa, il Presidente del Consiglio.
Fini non si ritiene un “monarca assoluto” è vero, lui si crede una “potenza divina” a cui è persino vietato rivolgere critiche sommesse, senza essere tacitati con una querela.
Succede che Vittorio Feltri nell’editoriale di ieri sul Giornale abbia puntato il dito sull’ambiguità dei comportamenti finiani: “Caro Fini, adesso parla chiaro”. Niente altro che una serie di appunti rivolti soprattutto al fatto che il presidente della camera avrebbe come unico obiettivo quello di obiettare sulle scelte di Berlusconi, osteggiarle, frenarle. Comportamento di cui tutti in Italia hanno preso atto, sia a destra che a sinistra.  E’ lecito avere opinioni personali in merito, oppure bisogna scattare sull’attenti ogni volta che Fini apre bocca a (s)proposito? Perché neanche il Duce pretendeva tanto.
Rispondono subito i fighetti di farefuturo, (quelli che militano si, nel Pdl, ma turandosi il naso) con una metafora calcistica che sa tanto di avvertimento “mafiosetto” sulla tenuta del Governo: “Vittorio Feltri è Comunardo Niccolai del giornalismo politico. Un difensore che segna a ripetizione solo nella propria porta. Chissà se il Presidente del consiglio-editore è consapevole che un governo è come uno scudetto, si può perdere a furia di fare autogol…e gli arbitri non c’entrano nulla”.
Secca la replica di Giorgio Stracquadanio: “Per una volta siamo d'accordo con fareFuturo quando scrive che “un governo è come uno scudetto. Si può perdere a furia di autogol”. È per questo che ha perfettamente ragione Vittorio Feltri quando chiede di togliere dalla formazione e di svincolare il cartellino di chi tira volontariamente nelle propria porta, come fanno quotidianamente i tafazziani di fare futuro”.
Tafazziani sicuramente, ma anche la brutta copia dei tristi intellettual-radical-chic di sinistra, che già ammorbano con il loro politically corret e la loro arroganza fumosa il panorama intellettuale italiano. Che ci si metta anche un partito di destra e il suo leader a scimmiottarli è veramente scoraggiante.
Orpheus

Pubblicato il 6/11/2009 alle 12.27 nella rubrica PDL.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web