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PdL alla riscossa: guerra alla magistratura politicizzata


Due le notizie rincuoranti che denotano uno scatto di fermezza e  la volontà di governare dell’esecutivo.
La prima, che è stata sottovalutata, ma è di basilare importanza: la decisione di Berlusconi di non dimettersi nel caso subisse una condanna. Il premier  ha annunciato la sua strategia: nessun altro Lodo, semmai andrà in Parlamento a richiedere la fiducia. O gliela danno, o va alle elezioni anticipate.
La bocciatura del Lodo Alfano, ha, infatti rimesso in moto gli ingranaggi della giustizia politicizzata, che non si fa scrupolo di ricorrere a qualsiasi espediente, per arrivare ad una condanna. In passato gli è andata bene per due volte, due governi sono caduti a causa delle toghe politicizzate. Che la magistratura sovverta il risultato elettorale è una delle grandi vergogne di questo paese, che non potrà dirsi democratico, fino a quando sussisterà questo rischio..
Il pericolo è più che mai presente in questa legislatura, le “storiche” procure milanesi e siciliane sono già all’opera su più fronti, il caso Mills e il caso Dell’Utri, nell’uno e nell’altro procedimento la vera preda è Silvio Berlusconi (lo sanno anche i sassi).
Seconda notizia importante, il ministro Alfano ha dichiarato che la Riforma della Giustizia si farà anche senza l’opposizione. Sarebbe meglio, ovviamente, una riforma condivisa, ma è quasi un’utopia. La sinistra è totalmente allo sfascio, per cui il diktat, può essere solo “tanto peggio, tanto meglio” e poi sono 15 anni che le provano tutte per liberarsi dell’anomalia Berlusconi, dubito che aiuteranno il governo a spuntare il proprio braccio armato: la magistratura politicizzata.
Avanti tutta, quindi, perchè fare “sciur tentenna" in simili frangenti, può significare solo, consegnare il paese a un governo di “larghe intese”  ossia al caos.
Orpheus

Pubblicato il 2/11/2009 alle 12.32 nella rubrica PDL.

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