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Killer, stupratori e imbroglioni nel partito degli onesti


Fra killer virtuali e killer della camorra, al Pd deve essere scoppiato più di un mal di testa.

I  grandi giornali impegnati a moralizzare il Paese hanno glissato, ma il sicario della camorra Catello Romano con la tessera del Partito Democratico, è reo confesso di 5 omicidi e presunto assassino di  Gino Tommasino freddato davanti al figlio con undici colpi di arma da fuoco. Tommasino a febbraio 2007 aveva rilasciato un’intervista a Striscia la notizia denunciando brogli elettorali, con tanto di prove cartacee.
Detto questo la lista dei tesserati innominabili, nascosta nel “cristallino” armadio del Pd si allunga a vista d’occhio.
Recentemente  uno stupratore seriale, Luca Bianchini era un coordinatore di un  circolo Pd: arrestato grazie al Dna é il caso di dire tutto “Unità” e dvd del tipo “Stupri gallery"…

C’è poi lo scandalo di Sandro Frisullo, potentissimo assessore alla Sanità e vicepresidente della giunta pugliese di Nichi Vendola (l'ormai tristemente famoso "laboratorio Puglia").
Frisullo, ben più di altri è uscito massacrato dalla vicenda (anche se l’attenzione pubblica è stata indirizzata altrove dai soliti pennaioli compiacenti) escort, tangenti, dazione ambientale, operazioni chirurgiche inutili (altro che scandalo della Clinica Santa Rita di Milano!!!) e quisquilie simili. Si potrebbe affermare che Vendola "non poteva non sapere" visto l'azzeramento della sua giunta.
Meno rilevante sul fronte penale, ma ugualmente imbarazzante la vicenda di Ignazio Marino. Assurto all’onore delle cronache per una brutta storia di rimborsi spese. Scovato dal Foglio ed ampiamente ripreso dalla stampa di centrodestra, lo scoop del brillante chirurgo del Pd allontanato da un prestigioso ospedale americano per avere presentato note spese gonfiate, fu un brutto colpo per Marino.

 Se si facesse il giochino giustizialista alla Travaglio, si dovrebbe dire che tizio non poteva non sapere e che caio sopra di lui nemmeno, e via di seguito fino ad arrivare in piazza Sant’Anastasia a Roma, e che quindi il Pd è un “partito di camorristi, stupratori e disonesti”.
Il “non poteva non sapere” è un’arma a doppio taglio  se si hanno armadi traboccanti  di scheletri che saltano fuori a piè sospinto.
Il generalizzare e accusare un'intera parte politica, compreso gli elettori, poi é becero razzismo e odio fanatico, sport molto praticati da un (a)sinistra, tanto brava a fare la morale, quanto a nascondere i suoi "peccatucci".

Catella  e gli altri sono responsabile delle loro azioni, fino a prova certa che nell’Olimpo piddino qualcuno sapesse e gli elettori di sinistra, eventuamente non avrebbero nessun carico se non quello di possedere le più formidabili fette di salame sugli occhi, mai registrate nella storia.
Orpheus


Pubblicato il 17/10/2009 alle 11.28 nella rubrica Sinistra indegna.

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