Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

I “difensori” della libertà di stampa vogliono le dimissioni di Minzolini


Vale la pena di mantenere il riflettore puntato sulla libertà d’informazione, gravemente e costantemente minacciata dalla sinistra. Si, perché la sinistra “pecoreccia e pecorona” che è scesa in piazza per la libertà di stampa, “chiagne e fotte” come si suol dire, manifesta e intanto intimidisce e minaccia le sparute voci fuori dal coro, che non praticano l’antiberlusconismo, come una religione fondamentalista.
Non sono ancora finiti i guai per il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, adesso la sinistra “pecoreccia e pecorona” e cosa ancor più grave illiberale e antidemocratica, chiede addirittura le dimissioni di Minzolini.
E minaccia, naturalmente, nel miglior stile stalinista che la contraddistingue.
Nino Rizzo Nervo (e fanno tre, i pezzi da novanta che vogliono censurare il giornalista Minzolini), democristiano di lungo corso, benedetto da Sergio Mattarella (uomo del Pd), s’è fatto intervistare su Repubblica chiedendo addirittura le dimissioni del direttore del Tg1. Perché avrebbe “violato gli impegni presi”. E condizione ancor più delegittimante, “la sua redazione non condivide il modo in cui sta dirigendo il Tg1”(bufala d proporzioni mega-galattiche). Dunque, se Augusto Minzolini “non si pone il problema” di andarsene, nel prossimo cda di viale Mazzini “sarà affrontato il caso”. Ossia lo licenziano?
Chissà perché puzza tanto di “editto Rizzo Nervo” ma non vedo NESSUNO dei piazzaioli dell’altro giorno, schierarsi per la libertà di espressione di Minzolini.
La colpa gravissima del direttore del Tg1 sono due editoriali, nel quale ha espresso il suo pensiero come ha fatto Gianni Riotta (ex-direttore) in 27 editoriali, il cui pensiero è decisamente di centro-sinistra.  Qualcuno si è mai lamentato? Non mi risulta.
Non solo, Riotta ha mandato in onda un editoriale di Luisa Busi, che ha bacchettato con enfasi la ministra Carfagna senza darle nemmeno la possibilità di difendersi. Qualcuno ha mai detto che è “irrituale”? Nemmeno per sogno.
Infine i rapporti con la redazione funzionano benissimo al punto che quelli che non hanno votato CONTRO Minzolini sono stati minacciati tramite l’Unità.
Al Tg1 lavorano circa 170 giornalisti, una quarantina sono del Pdl, una decina in quota Udc e idv. La stragrande maggioranza, 120 almeno, sono del Pd: quando la redazione ha votato il gradimento, han detto sì al direttore in 104, con 12 astenuti e 50 contrari. Dunque quello di Rizzo Nervo sembra più un avvertimento sibillino in stile “cosa rossa” (a meno che non sappia cosa succede in redazione), anticipato giorni fa da una lettera non firmata sull’Unità che avvertiva i “disertori” di non sperare, “finita la tempesta, di potersi ripresentare un giorno in video e leggere le notizie. La loro vita professionale, la loro dignità di giornalisti, si esauriscono qui. Con questo loro silenzio”.

A sinistra vige il pensiero unico imposto con la prepotenza, discostarsene vuol dire perdere il lavoro. Sono dei veri “democratici” che vogliono incatenare il paese, renderlo schiavo e soffocare la LIBERTA’ con ogni mezzo. Su  questo non si può passare oltre, bisogna alzare la voce, fintanto che possiamo ancora esprimere liberamente la nostra opinione.
Orpheus
Ps. Ah, dimenticavo il Tg di Minzolini, va a benissimo,  ha superato il TG5  con 7 milioni e rotti di spettatori (share del 29,01), 700mila più del Tg5 di Mimun (share del 26,02).


Pubblicato il 7/10/2009 alle 15.44 nella rubrica crimini e censura rossa.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web