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Governo: stop alle moschee in attesa della nuova legge-muro contro la loro proliferazione


Il ministro Maroni, come promesso in campagna elettorale dal suo partito, ha preso di petto l’integralismo islamico. Niente più moschee e “centri culturali” fino a nuovo ordine. Il Viminale  ha annunciato ieri di esser pronto a varare una moratoria nazionale sulla costruzione di luoghi di culto per musulmani. Blocco assoluto, almeno fino a quando non sarà pronta quella che è stata già definita la nuova legge-muro della Lega contro l’estremismo islamico e il proliferare di strutture fonte di potenziale degrado.
Il nuovo decreto verterà su quattro punti.
Primo: dovranno essere la Regioni a valutare dimensioni e impatto delle moschee. Niente minareti né muezzin che spezzano il silenzio con gli altoparlanti. E niente moschee a meno di un chilometro da una chiesa.
Secondo: l’ultima parola spetterà ai cittadini.
Verrà fatto un referendum consuntivo per ogni nuova proposta. Si eviterà quindi lo scempio perpetrato a Colle Val d’Elsa, dove i diritti dei cittadini sono stati calpestati dall’amministrazione, che ha letteralmente IMPOSTO la costruzione della mega-moschea, malgrado le petizioni e tutti i comitati di cittadini sorti per contrastarne la costruzione e protestare contro l’ABUSO della giunta (ovviamente rossa).
Sono inoltre previste regole di comportamento rigidissime. A cominciare dagli imam: dovranno essere registrati in un albo e parlare in italiano
Terzo: le moschee non potranno essere utilizzate se non per la preghiera. Troppo spesso, infatti, oggi vengono viste come punti di ritrovo.
All’interno di alcune di queste si trovano perfino dei punti ristoro. E non sono mancati casi di centri multati dai Nas per il mancato rispetto delle misure igieniche. In pratica, è sbagliato pensare che in una moschea si preghi e basta. Per quello ci sono le musalla, luoghi qualunque adibiti a quello scopo. Le moschee sono un centro politico e simbolico e spesso sono anche militare.
Quarto : ogni moschea dovrà avere un referente unico, responsabile di quanto avviene all’interno della struttura da lui gestita e che sia in grado di eliminare ogni sospetto sulla sua attività. "Vogliamo bilanci trasparenti — spiega Roberto Cota — niente fondi dall'estero, magari da terroristi".
E ovviamente non ci saranno fondi statali. Lo statuto dei proponenti, inoltre, dovrà riconoscere la laicità dello Stato e la famiglia monogamica.

Immancabili le lagne ignobilmente antitaliane di Rifondazione e  filo-islamici vari: la moratoria “é un’idea folle e illegale, l’ennesimo, disgustoso e vergognoso atto di una campagna becera e folle come quella che i più ciechi e feroci integralisti nostrani, i leghisti, stanno portando avanti da molto tempo”.
Ecco spiegato come mai la Lega è al Governo(e sale nei sondaggi) e i pagliacci della sinistra estrema sono stati cacciati a calci nel lato B, fuori dal parlamento italiano.
Orpheus

Pubblicato il 19/9/2009 alle 1.7 nella rubrica PDL.

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