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E se lo dice il figlio del boss Ciancimino…


“Io a Silvio Berlusconi mafioso non ci credo. Né papà mi ha mai detto qualcosa al riguardo. Glielo chiesi tre o quattro volte, e rispose sempre allo stesso modo: “È fuori da tutto”. Per certo so che Berlusconi era piuttosto una vittima della mafia.” 
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Sono anni che il popolo più indottrinato e acritico di sinistra ripete come un mantra “Berlusconi mafioso” quasi che riportare a pappagallo un’ ignobile menzogna, possa trasformarla in realtà (d’altronde la calunnia è un venticello, come sanno bene certi organi di (dis)informazione…)
E nemmeno si può negare che la solerte magistratura “militarizzata” non ci abbia provato in ogni modo ad incastrare Silvio Berlusconi come mandante della stragi di mafia, per la bellezza di otto anni. Per otto anni due distinte procure Firenze e Caltanissetta hanno indagato anche su quando è stata fondata Forza Italia per capire se per caso il suo avvio non avesse preceduto le stragi e per dare sostanza all'ipotesi per la quale Cosa Nostra si sarebbe prestata a preparare il terreno a un governo di centrodestra.
Otto anni di inutili inchieste  perché tutto è stato archiviato per mancanza di PROVE, “friabilità d’indizi” ergo non ci sono MAI state prove. La vita e gli affari di Berlusconi sono stati rivoltati come un calzino e non hanno trovato nemmeno un misero “pelo” al quale attaccarsi.
Niente, nada, Rien, nothing, nichts, hakuna kitu (chissà magari in swahili lo capiscono e la piantano di sperperare SOLDI pubblici).
Altra tesi campata in aria, che tutta una parte di sinistra porta avanti (magistratura, giornali e certi politici), è che Berlusconi non stragista, è comunque garante di una “trattativa Stato-Cosa Nostra” per la quale sono stati pagati dei prezzi, anche questo senza nemmeno uno straccio di prova, naturalmente e malgrado Berlusconi sia il capo di un governo che ha INASPRITO le leggi per la lotta contro la criminalità organizzata, a cominciare dal “famigerato” art.41 bis (che la sinistra ha sempre osteggiato), che ha introdotto norme che hanno permesso di sequestrare il triplo dei beni ai mafiosi rispetto al passato e  che hanno introdotto il principio che se un imprenditore vincitore di un appalto riceve una richiesta estorsiva, ha l'obbligo di denunciarlo, altrimenti perde quell'appalto. Un governo sotto il quale si sono moltiplicati gli arresti di mafiosi e relativi sequestri dei loro beni.
Questa è l'antimafia dei fatti, anche se non piace a qualcuno che continua a riempirsi la bocca con l'antimafia a parole e poi all'interno del suo partito ha tanta spazzatura collegata alla Camorra, che nemmeno Berlusconi riuscirebbe a ripulire.
Orpheus

Pubblicato il 12/9/2009 alle 11.47 nella rubrica PDL.

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