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Piccoli Di Pietrini crescono


Di Pietro ha un “allevato” proprio bene l’ex pm De Magistris.
Pari pari al suo mentore nel sciorinare la solita litania di sconcezze e panzane sul Premier, stessa faccia di bronzo, solo più belloccia: Berlusconi mafioso, piduista, bugiardo, ecc. (per la serie che in Italia non c’è libertà d’informazione, ma c’è quella di diffamazione, si).
Detto questo mi piacerebbe sapere perché i giornalisti, invece di riportare pedissequamente le solite "bubbole" non chiedono all’adamantino De Magistris come mai lui così puro come un giglio, fa parte di un partito che a differenza di tutti gli altri,  presenta due soggetti distinti ma omonimi: il “partito” Italia dei Valori (il movimento che si presenta alle elezioni) e l’ “associazione” Italia dei valori (che incassa i soldi ed è composta da soli tre soci, Di Pietro, sua moglie Susanna Mazzoleni e la deputata Silvana Mura).
2)Il partito politico Idv non ha un codice fiscale. Il codice fiscale a cui viene erogato il rimborso pubblico è quello dell’associazione Idv. Vuol dire che il partito non ha una posizione fiscale, e questo è un fatto molto strano.
3)Come mai sulla delibera per i rimborsi elettorali c’è la firma di un tale (Di Domenico) che afferma di non essere stato presente all'asemblea perché quel giorno era a Roma in tribunale, come prova un fascicolo di un processo?
Come fa notare il deputato della Lega Nord, Matteo Brigandì, in un’interrogazione parlamentare, presentata ieri in merito: "I punti sono due - dice il deputato -. Se a prendere i fondi pubblici non fosse un partito politico ma un’associazione di tre persone, si pone il problema delle tasse da pagare su quella ingente somma. Secondo: Silvana Mura è uno dei tre soci Idv e contemporaneamente è anche nell’ufficio di presidenza della Camera, l’organo parlamentare a cui spetta la ripartizione dei rimborsi ai partiti». In altre parole, controllore e controllato coincidono nella deputata-tesoriera Idv.
4)Nessuno ravvede, nemmeno il solerte De Magistris, un conflitto d’interessi?
C’è infine un’ultima domanda: lui potrebbe esternare liberamente quello che ha detto in questa intervista, se fossimo in una dittatura e Berlusconi un dittatore sud-americano come ciancia il suo maestro?
No. Quindi non crede che Di Pietro menta, quando fa simili affermazioni?
E lo stesso De Magistris non mente?
Ecco nessun giornale, malgrado l’informazione sia "controllata" da Berlusconi, fa domande di questo tenore al più scatenato detrattore della sua persona e nemmeno ai suoi delfini.
Orpheus

Pubblicato il 10/9/2009 alle 19.25 nella rubrica INFORMAZIONE SCORRETTA.

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