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Gianfranco dì qualcosa di destra...


Silvio Berlusconi ha un problema, e non riguarda certo le pagliacciate di Repubblica, intenta a sfornare appelli ridicoli, il cui unico risultato pratico, porta solo alla decimazione del suo “parco” lettori e fa sganasciare dalle risate gli altri.
No il problema di Berlusconi si chiama Gianfranco Fini, il cui affannoso e incomprensibile (per gli elettori di centro-destra) attivismo sui temi dell’immigrazione e della bioetica, provoca non pochi mal di pancia fra gli stessi.
Al punto che ormai Gianfranco è stato “simpaticamente” soprannominato Gianfuffa. Poco male, se tutto ciò non portasse alla fine, a un’emorragia di voti verso la Lega (che dal mio punto di vista è cosa buona, visto la confusione che regna nel PdL).
La sua “comparsata” alla festa del Pd, coronata da ovazioni che il povero Franceschini manco si sogna, non è passata inosservata all’attenzione di chi segue la politica, e trovo sia stata parecchio inappropriata nei toni, per un esponente del Governo, che ha il DOVERE di essere super partes.
Fini trova “discriminatorie e vagamente razziste" le posizioni della Lega  sull’immigrazione e contemporaneamente accusa velatamente il Pdl di attuare "politiche-fotocopia"del Carroccio, impippandosene del fatto che uno dei “cavalli di battaglia” della parte politica di cui fa parte è la lotta all’immigrazione “senza se e senza ma”. Ergo lui è diventato Presidente della Camera, con i voti di persone che hanno le idee ben chiare sull’immigrazione, idee che lui,  NON ha mostrato di disapprovare in campagna elettorale.
Tutto questo mi sembra poco serio,  e molto poco coerente, lui come tutti ha diritto ad avere idee proprie e dissimili da quelle del centro-destra, ma  primo, avrebbe dovuto esternarle con pari enfasi anche durante la campagna elettorale, secondo, deve comunque ricordarsi degli obblighi della sua carica.
A quella festa del Pd, ha dato la netta impressione di volersi schierare pubblicamente con una parte del Parlamento, rappresentata dall’intera sinistra.
Fini, infatti non solo ha criticato la politica immigratoria, ma ha anche assicurato che farà “il possibile per correggere alla Camera” il disegno di legge sul testamento biologico, bacchettando il Governo sulla laicità e aprendo una querelle con alcuni membri del Governo.
Non riesco a intravvedere il disegno politico che spinge Fini ad un comportamento che gli aliena molte simpatie nel centro-destra e gliene procura nella parte avversa…di sicuro se passasse alla guida del Pd, nessuno di noi ne sentirebbe la mancanza.
Di positivo c’è che malgrado le fisime politicamente corrette del Presidente della Camera, l’ottimo Ministro Maroni procede per la sua strada con i respingimenti e risponde “pan per focaccia” alle solite lagne buoniste di Barrot:
"Ci sono informazioni sbagliate" così, il ministro dell’Interno ha risposto in merito al barcone respinto ieri.
"Primo: in Libia è presente una sede dell’alto commissariato per i rifugiati;
 secondo: il respingimento di ieri è stato fatto in acque internazionali".
Per questo, ha detto, bisognerebbe "accertarsi delle notizie e usare la prudenza che queste cose richiedono, altrimenti succede come la scorsa settimana quando i 70 clandestini a bordo di una nave respinta, per la stampa erano tutti curdi e iracheni, ma dopo i controlli si è verificato fossero tutti egiziani".
Inoltre, ha sottolineato Maroni, "la pratica dei respingimenti fa parte di accordi tra Italia e Libia firmati dal governo precedente, che noi abbiamo solo attuato".
Il ministro ha poi ricordato i dati sui flutti di clandestini sulle coste italiane: "Nel periodo tra il primo maggio e il 30 agosto 2008 arrivarono 14mila clandestini, nel medesimo periodo quest’anno ne sono arrivati 1300".
Ovvero qualcosa come 12.700 immigrati in meno a zonzo per le nostre città.
Orpheus



Pubblicato il 31/8/2009 alle 17.54 nella rubrica PDL.

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