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“Per favore, ricordate il nostro martirio”


In Iran soffia forte il vento della repressione, i blog  dei dissidenti vengono oscurati uno alla volta, l’ultimo messaggio  di uno dei più noti  blogger attivisti “Persianwiki” (non scrive ormai da circa sei giorni e si teme sia stato arrestato) risale al 24 giugno: “Dobbiamo muoverci, non so quando potrò ricollegarmi, hanno arrestato uno di noi sarà torturato e farà dei nomi. Adesso dobbiamo muoverci in fretta. Per favore ricordate il nostro martirio - Allah Akbar”’.
La Federazione internazionale dei diritti umani parla di “oltre duemila le persone arrestate e che si trovano attualmente in carcere”, e  di “centinaia di persone che risultano scomparse. Fra gli arrestati anche le “madri in lutto” che in queste settimane hanno perso o non sanno più che fine hanno fatto i loro figli.
Amnesty International e Reporter Senza Frontiere parlano apertamente di “torture” nella fortezza di Evin: il regime ha bisogno di “confessioni” che lo aiutino a legittimare la violenta campagna intimidatoria lanciata da Ahmadinejad contro i governi occidentali, la Gran Bretagna su tutti.
La repressione della dissidenza iraniana è stata affidata a Saeed Mortasavi tristemente noto come “the butchter of the press, il “macellaio della stampa” il terribile pubblico ministero di Teheran che ha chiuso giornali, perseguitato scrittori e torturato intellettuali, coinvolto nell’assassinio di una fotografa canadese e che INCREDIBILMENTE fa parte della delegazione dell’Iran al Consiglio dei diritti umani dell’Onu.
La situazione é sempre più allarmante ma a quanto pare, passata l'ondata emozionale del primo momento, sull'Iran comincia a calare il silenzio.
La farsa del riconteggio dei voti ha, come da copione, riconfermato Ahmadinejad, rimane la speranza che il Premier Silvio Berlusconi al G8, mantenga la promessa di "nuove e più dure sanzioni contro l'Iran".
Intanto noi possiamo solo continuare a parlare del martirio dei giovani iraniani.
Ricordalo nei nostri blog e nelle nostre preghiere.
Orpheus


Pubblicato il 30/6/2009 alle 21.27 nella rubrica Diritti Umani.

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