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GIUSTIZIA DA CANI

 Maltrattamenti e uccisione ingiustificata di animali nel canile-lager di Colle Arpea: il giudice assolve tutti con formula piena“perchè il fatto non sussiste”
Come "dimostrano" LE FOTO a seguire



Questi cani non esistono, quindi non sono stati ammazzati
 
In data 23/06/09, con una sentenza del tutto prevedibile, il Tribunale di Rieti, nella persona del Giudice Cristina Scipioni, su richiesta del PM Boccacci, ha assolto gli imputati Leonardo Bordi (Proprietario), Pierluigi Angeloni (Direttore Sanitario) Fabio Piscicchia (gestore pro tempore) dall’accusa di maltrattamento e uccisione di animali con la seguente motivazione: “il fatto non sussiste”.
 - Nonostante le sommarie informazioni rilasciate dagli operai, in merito a determinate “procedure” con cui vennero abbattuti numerosi cani (poi ritrattate in sede processuale);
 - Nonostante la copiosa documentazione depositata dai volontari (dei quali il tribunale ha ritenuto di  volerne ascoltare solo uno);
- Nonostante le chiarissime perizie degli esperti nominati dal PM;
- Nonostante la “sparizione” contemporanea di un numero di cani compreso tra 50 e 100
(nessuno mai saprà il numero esatto) nei primi giorni di marzo 2005, i cui corpi sono stati rinvenuti sepolti nell’area adiacente al canile, insieme a due siringhe contenenti del Tanax*.
 
- Nonostante tutto ciò e molto altro, messo a disposizione della Procura ...
 
Il Tribunale di Rieti ha stabilito che i cani
 
- Non sono stati uccisi in massa con iniezioni al cuore di Tanax e/o anestetico;
 
- Non sono stati gettati “addormentati” in una fossa comune;
 
- Non sono morti asfissiati;
 
- Non sono nemmeno morti
 
Il Tribunale di Rieti, avvalendosi del “valido” apporto dell’unico Organo Istituzionale Accreditato, quello che per 20 anni ha avallato l’esistenza di questo canile lager, cioè l’Asl di Rieti (come se i volontari fossero solo dei pazzi visionari inattendibili), ha stabilito che nessuno è responsabile di queste morti e che nessuna mano abbia scelto cane per cane (sopprimendo quelli di grossa taglia o poco simpatici), l’abbia condotto sull’orlo della fossa con una corda al collo, gli abbia conficcato una siringa in corpo e l’abbia gettato nella fossa fino a che c’era posto, uno dopo l’altro: per loro non c’era posto nel “nuovo” canile.
 
Per il Tribunale di Rieti sembrerebbe che tutti questi cani avessero deciso di mettere in atto una sorta di suicidio di massa, non ci sono altre spiegazioni palusibili. O che le vittime di questa mattanza non siano mai esistite: considerando che non c’è alcun certificato che ne attesti la morte e che le vittime non hanno nessun nome, i tatuaggi sono scomparsi, come anche parte dei loro corpi, divorati dai vermi.
 
Eppure ... le carcasse sono nella fossa, una sull’altra, ragionevolmente la morte risale allo stesso  periodo, nei loro corpi sono state rinvenute sostanze anomale, ma poichè questi morti non esistono, nessuno li ha mai uccisi: così ha deciso il Tribunale, in nome del Popolo italiano.
 
Ci sono altri procedimenti in corso sul canile lager di Rieti, come finiranno?
Da Hurricane  
Per non dimenticare
Per leggere l’articolo sull’assoluzione
Se potete, date una mano ai volontari di Ulmino per i cani di Rieti
RIFUGIO
DEL PRICK E DELL'ULMO - ASSOCIAZIONE ONLUS.

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Ho poco da aggiungere tranne che la nostra giustizia non rende merito né agli esseri umani, né agli animali. Fa veramente SCHIFO.
Orpheus

Pubblicato il 29/6/2009 alle 21.18 nella rubrica Amici a quattro zampe.

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