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W la libertà d’informazione ma non quando si tratta del "problema morale" del Pd


Siamo in un paese in cui la libertà d’informazione è scadente perché il Presidente del Consiglio, nonché Caimano ed emulo di Videla avrebbe messo il bavaglio alla libera informazione, questo il “mantra” che ripete la sinistra, che emula di Goebbels,  applica la sua strategia: una menzogna ripetuta più volte e con veemenza, diventa “verità” (per gli sciocchi).
Però la suddetta sinistra non spiega come mai, da settimane è in atto un battage mediatico ossessivo e martellante sulle colpe presunte e non provate di rapporti sessuali del Premier con donne di dubbia moralità, e poco o nulla si dice del ramo principale dell’inchiesta che ha dato il LA a quest’ultima “caccia alle streghe” e cioè le “scosse” arrivate per alcuni autorevoli esponenti del  Partito Democratico.
E’ stato infatti convocato in procura il governatore Vendola  come persona informata sui fatti. Dovrà riferire sull’indagine interna avviata e conclusa dalla Regione sugli appalti assegnati per le forniture sanitarie al gruppo Tarantini. Ma da Vendola gli inquirenti si aspettano chiarimenti anche sulla posizione dell’assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco (Pd), costretto a dimettersi alcuni mesi fa perché coinvolto in un’altra indagine che ruota attorno al capitolo appalti sui rifiuti ad Altamura. Tedesco è stato anche  indagato per associazione a delinquere e corruzione insieme ad altre dodici persone e alla direttrice generale della Asl di Bari Lea Cosentino, anche lei considerata vicina al centrosinistra che governa la Puglia.
Dopo le dimissioni Alberto Tedesco è stato chiamato a sostituire Paolo De Castro (eletto al parlamento europeo),  a Palazzo Madama in qualità di SENATORE, ottenendo così lo scudo dell’immunità parlamentare. Questi i fatti. Quali conclusioni trarne? Innanzitutto che i giornalisti preferiscono andar a caccia di lucciole e lasciar in pace i grassi fagiani, e questo la dice lunga su chi CONTROLLA l’informazione in Italia.  Secondo che i moralisti in servizio permanente attivo, prima di alzare il ditino, dovrebbero spiegare un bel monte di cose agli italiani, che  non accadono nel privato, ma nell’ambito delle istituzioni.
Ma non è finita altre “scosse” all’orizzonte per i onestini del Pd,  in Basilicata  nell’ambito dell’inchiesta tela di ragno del Pm, dal pm Woodcock sono stati indagati il consigliere regionale Rosa Mastrosimone (esponente dell‘Alleanza di centro) e il vice presidente della Giunta regionale - nonché assessore all’Ambiente - Vincenzo Santochirico, del Partito democratico. Per entrambi, l’accusa è di truffa e peculato perché sulla base di quanto sostengono gli inquirenti, i due “sfruttando gli incarichi hanno sottratto risorse pubbliche” Pubbliche lo sottolineo.
 Il Pd ha un problema morale che si allarga a macchia d’olio, non solo in Campania dove le giunte sciolte per infiltrazioni mafiose sono state 91  e 70 in Calabria, ma anche in Puglia e in Basilicata.
Ne vogliamo parlare o continuiamo con gli scoop alla Novella 2000, che fra l’altro non sortiscono alcun effetto?
Orpheus


Pubblicato il 29/6/2009 alle 10.26 nella rubrica INFORMAZIONE SCORRETTA.

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