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Chi di escort ferisce di escort perisce parte 2

I fatti di cui ho parlato nel pezzo precedente, meritano alcune considerazioni a parte, per l’iniquità di quello che rappresentano se rapportate alla campagna politico mediatica che  ha preso di  mira  Silvio Berlusconi.
La sinistra con poco o nulla tenta la via del “sexi-gate”  per eliminare dalla scena politica Berlusconi, visto che non ci è riuscita in nessun’altro modo, e non si può negare che le abbia tentate tutte.
L’inchiesta di carta stampata, portata avanti dalle gazzette rosse, è solo fumo, di arrosto non c’è quasi nulla. Sono tutte “chiacchiere” di una escort  MATURA (con espliciti intenti RICCATTATORI, o che è stata PAGATA per il suo lavoro sporco, sennò non si spiega il registratore).
Berlusconi non risulta al momento indagato, né qualcuno ha ancora chiesto l’utilizzo di sue eventuali intercettazioni. Patrizia D’Addario avrebbe concordato con Gianpaolo Tarantini un compenso. Berlusconi sapeva o addirittura sarebbe stato lui a pagarla?
NON RISULTA DA NESSUNA PARTE: Tarantini lo ha, anche detto: “Avendo ricevuto inviti" da parte del presidente Silvio Berlusconi "ho ritenuto di farmi accompagnare da alcune mie amiche per fare bella figura e mettermi in evidenza. Non ho mai corrisposto soldi a chi mi accompagnava se non per rifondere le spese di viaggio e di soggiorno”.
"Non c'è nessuna verità nelle ricostruzioni dei fatti accreditate da certi giornali con il palese ed esclusivo intento di denigrare il presidente del Consiglio al quale voglio chiedere pubblicamente scusa per averlo involontariamente danneggiato”.

Ragion per cui a tutt’ora questa gogna è stata allestita UNICAMENTE sulle dichiarazioni di una prostituta ricattatrice e su una frase di Berlusconi in cui parla del “letto grande”  e che dimostra solo, che lui ha avuto una relazione a casa sua, con una donna, della quale NON conosceva il mestiere.
Nell’ inchiesta riguardante il giro di escort sotto il Governo D’Alema, la polizia riferiva che R.F., la maitresse CONDANNATA, ha assoldato una certa Marina “per un incontro a sfondo sessuale con un personaggio molto importante” retribuito con 800mila lire.
“Dopo essersi accordate sulla cifra - prosegue la relazione - uscivano entrambe raggiungendo da una via laterale l’entrata della Camera dei deputati. Dopo aver varcato il portone d’ingresso, si fermavano davanti a un commesso preposto alla consegna dei “pass” che consegnava a R. F. due pass senza ricevere in cambio alcun documento. Dopo aver passato il varco d’ingresso si dirigevano nell’ufficio di un personaggio, a dire della ragazza molto importante, che le faceva accomodare entrambe”.
«Lo stesso, dopo aver visionato la ragazza e averci dialogato, durante la conversazione chiedeva alla stessa se era disponibile a viaggiare in qualità di “accompagnatrice” di personaggi molto influenti, prospettandole in cambio la possibilità di guadagnare molto denaro (...). R. F. diceva alla ragazza che dopo poco sarebbe entrato un uomo e con lui doveva congiungersi carnalmente. Infatti dopo poco giungeva un uomo e all’interno dell’ufficio la ragazza aveva un rapporto sessuale. Al termine quest’ultimo riferiva di essere rimasto molto soddisfatto e che tramite il suo segretario, se lei era disponibile, si sarebbero nuovamente incontrati per seguirlo in uno dei suoi spostamenti all’estero (...). Si rappresenta inoltre che la ragazza, anche se raccontava nei particolari alla fonte l’incontro avuto all’interno della Camera dei deputati, evitava di dire le generalità del personaggio molto influente» per paura di ritorsioni.
In questa vicenda c’è una maîtresse, ci sono escort, ci sono incontri che si consumano non in case private (come è e resta Palazzo Grazioli) ma addirittura dentro i palazzi dell’istituzione, Montecitorio. C’è, insomma, un’emergenza morale a luci rosse, in tutti i SENSI, con fatti certi e assai più gravi delle accuse scagliate finora contro Berlusconi.
Eppure nel primo caso la escort è diventata una  star pluri-intervistata  alla quale, secondo alcuni moralisti senza morale, bisognava dare ribalta addirittura al Tg uno, nel secondo caso la escort ha mantenuto l’anonimato per paura di “ritorsioni”.
E tutta questa gentaglia non contenta di mentire al popolo italiano, diffamare il presidente del consiglio, recare danni immani all’immagine del Paese all’estero, violare la privacy in modo indecente, non contenta di tutto, e reclamando per sé, il diritto alla diffamazione, NEGA AGLI ALTRI il diritto ad informare, ricorrendo alla querela.
Questa gentaglia è il marcio che mina alle basi la nostra DEMOCRAZIA,  se rimaniamo in silenzio e non denunciamo la loro protervia antidemocratica, la loro politica fatta tramite intrighi e diffamazione su mezzi d’informazione di loro “proprietà” , rischiamo di ritrovarci in un regime che va al potere contro il volere del POPOLO SOVRANO. E non si parla di fanta-politica perchè é già SUCCESSO.
Orpheus
Up date D'Alema se n'é guardato bene dal fornire spiegazioni su quanto scritto dal Giornale e ha già presentato querela.

Pubblicato il 25/6/2009 alle 12.45 nella rubrica INFORMAZIONE SCORRETTA.

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