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Il Pd invoca la libertà di diffamazione sul Tg.Uno


L’Iran brucia, la crisi impazza, l’influenza suina è una pandemia e in Italia le tasse sul lavoro sono le più alte d’Europa ma il “tiggì” nazionale è reo di non aver dato risalto a tutti i pettegolezzi su caso “D’Addario e le altre”, che già riempiono paginate e paginate di giornali.
A denunciare questo “grave” problema nazionale è il solito PD, ovvero Partito Diffamatore per eccellenza, che orbo di Ballarò e AnnoZero perché in ferie (molto attivi durante il caso “Noemi”) non si capacita che Augusto Minzolini non si comporti come la “sciura” Mariuccia e faccia da megafono a maldicenze varie.
Insomma il Tiggì secondo la richiesta  del Partito Diffamatore che ha provocato l’immantinente intervento di Galimberti, dovrebbe aprirsi così: "Buonasera, apriamo il Tg con una notizia che coinvolge il Premier in persona. Due giornalisti del quotidiano la Repubblica hanno infine trovato la terza ragazza che assieme a Patrizia D'Addario e Barabara Montereale è stata ospite di Palazzo Grazioli
L'intervista che occupa l'intera pagina 7 del quotidiano, ha questo inquietante titolo: "Andai a cena dal Cavaliere vidi che Patrizia restò con lui".
Messa alle strette dai segugi del quotidiano romano la ragazza ha accettato di parlare, anche se a condizione di mantenere il suo anonimato. Nel suo racconto,  L. (così Repubblica delle Banane indica la ragazza) ammette di essere stata ospite di palazzo Grazioli, ma nega di aver mai visitato villa Certosa.
Seppur incalzata dai suoi intervistatori, L. sostiene di non aver mai saputo che Patrizia fosse una "escort" e nega insistentemente di essere stata pagata per quell'incontro con il premier. All'insidiosa domanda dei giornalisti se si trattasse o meno di "un dopocena", la ragazza ammette di aver mangiato un gelato.
Messa sotto pressione dai suoi intervistatori L. sostiene di ricordare che il premier abbia raccontato una barzelletta su di un calciatore del Milan e poi abbia mostrato foto di famiglia e un filmino di lui alla Casa Bianca (tutte azioni terribilmente sospette di cui il popolo italiano deve esserne a conoscenza).
In uno dei passaggi centrali dell'intervista L. confessa di aver ricevuto in regalo da Berlusconi "delle statuine". I due intervistatori non si lasciano sfuggire il dettaglio e da veri professionisti, incalzano: "Che statuine?".
Così si apprende che si trattava di statuine di gladiatori.
Ma il passaggio decisivo è quando L. ammette che al momento di andarsene la sua amica Patrizia decise di rimanere a palazzo Grazioli. Alla domanda "si chiese perchè?", L. risponde stolida "no". Lo stesso secco no con cui la ragazza risponde alla domanda finale dell'intervista e cioè se le fosse stata offerta una candidatura. In chiusura L. racconta che tornata in albergo chiamò la madre per raccontare la serata. Con legittimo sospetto i due giornalisti chiedono: "Davvero all'una di notte chiamò sua madre?" E L. candidamente risponde, "si era successa una cosa così speciale".

Questo “popò” di notizie Minzolini è reo di avere occultato e giustamente ha risposto a chi invoca il diritto di diffamazione che é tutto GOSSIP e nulla di più, e per questo ci sono giornali e spazi tv APPOSITI, chiedere che lo faccia  anche il Tguno é un imbarbarimento dell'informazione seria e della politica (aggiungo io).
Forse dalle parti del PD, abituati a D’Avanzo e simili, sono convinti che tutti i giornalisti siano disposti a sputtanarsi con notizie di così alto valore giornalistico, da Premio "Pulitzer" (del Wc).
Dimostrando con questa protesta il grado di serietà di una parte politica costretta da mesi a rovistare nella “spazzatura” di Palazzo Grazioli e Villa Certosa con la speranza di trovare un “profilattico usato”, da cui trarre il Dna di Berlusconi  e poterlo così inchiodare alle sue pesanti responsabilità di “scopatore” di escort mature.

Anzi potrebbe essere un’idea, come mai Repubblica delle Banane non ha ancora inviato un valente cronista a raccogliere “indizi”, sai che titoloni!!!
Orpheus

Pubblicato il 23/6/2009 alle 10.51 nella rubrica INFORMAZIONE SCORRETTA.

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