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Il ruggito di Ahmadinejad e il miagolio dei potenti del mondo


Questa volta siamo “tutti iraniani” come l’ultima volta eravamo “tutti birmani”, abbondano le dichiarazioni di sdegno,  le photostory della rivolta, delle violenze,  i video con le morti assurde di giovani iraniani, all’improvviso il mondo sembra essersi accorti che in Iran c’è da 30 anni, un regime teocratico sanguinario che spegne nel sangue innocente le proteste, che  ha privato e priva il popolo iraniano del futuro, della libertà e della democrazia, che uccide e tortura i dissidenti, che giustizia ogni anno circa 350 esseri umani, nel silenzio assoluto del suddetto mondo.
Un regime che perseguita donne e omosessuali. Che impicca una persona sulla base delle sue preferenze sessuali, che lapida  gli aduteri e, le cui carceri sono pieni di dissidenti, abitualmente torturati a morte. Gli stessi dissidenti che oggi riempiono le piazze e che sono ugualmente massacrati.  Nulla di nuovo sotto il sole dell’Iran eppure oggi il mondo s’indigna, quando fino a ieri ha taciuto davanti ad un Ahmadinejad  arrogante che non ha fatto mai nulla per nascondere il carattere sanguinario e totalitario del suo “governo”, e che malgrado ciò è stato gradito ospite in autorevoli consessi.
A coronare tanta imbelle ipocrisia è il tenore delle proteste che arrivano dai potenti, davanti ad un bagno di sangue annunciato e di cui non conosciamo e non conosceremo mai l’entità: fiacche e scontate recriminazioni  che non convincono nemmeno noi occidentali, figuriamoci un regime come quello iraniano!
"Il mondo sta guardando"-attacca Obama- sai che novità, é dal 1979 che sta a guardare, e non mi sembra, che ciò abbia minimamente influito sui programmi nucleari di Teheran e men che meno, sulle sue eclatanti violazioni dei diritti umani.
Infatti al presidente Usa che fino all’altro ieri offriva “mani aperte”, a chi usa le proprie per massacrare, Teheran ha già risposto di farsi i fatti suoi, e c’è da scommettere  che “the rabbit” Obama se li farà, come ha già fatto in Georgia dove rimase in silenzio prendendo poi alla fine timide posizioni . Come il resto del mondo, d'altronde.
Eppure senza arrivare ad azioni di guerra, basterebbe che finalmente il regime di Teheran venisse isolato, che l'Onu provvedesse a serie sanzioni e che la comunità internazionale la smettesse di riverire dittatori sanguinari.
Invece di essere tutti iraniani per una settimana, cominci chi ha il potere economico e politico per farlo, a disconoscere questo "governo" abusivo e a boicottarlo.
Altrimenti taccia perchè questo ipocrita opportunismo é veramente abietto se paragonato alle soffereze del popolo iraniano.
Taccia davanti al coraggio delle tante "Neda" che in questo momento stanno sacrificando la vita per la libertà del proprio paese.
Orpheus 
 
 

Pubblicato il 22/6/2009 alle 10.34 nella rubrica Islam.

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