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Sgominata gang di trafficanti di esseri umani-I frutti velenosi della clandestinità

 

 
La gang dei trafficanti di carne umana costringeva i clandestini a viaggiare in spazi angusti e pericolosi, nascosti all'interno di camion o a bordo di carrette del mare, arrivati da noi li "smistavano" verso altri paesi europei. Ogni anno ne entravano così a migliaia e chissà quanti ne morivano soffocati, annegati, di stenti o uccisi dai loro aguzzini.
Grazie ad una brillante indagine e alle dichiarazione di qualche disperato salvato in extremis è stata ricostruita la dinamica con cui agiva questa organizzazione criminale.
Un blitz in 16 città italiane, fra cui Roma, Milano, Rimini, Ancona, Como, Venezia, Bolzano ha portato all’annientamento, da parte della squadra mobile di Venezia e del Servizio centrale operativo, di una banda molto efficiente e ben ramificata in Europa con referenti nei vari paesi e in grado di presentarsi come “punto di riferimento” per altre organizzazioni coinvolte nella tratta di esseri umani. I risultati sono “di indubbia rilevanza” in quanto l'organizzazione “agiva in regime di monopolio” su tutta la zona orientale dell'Italia, da Bari a Venezia.
Inutile sottolineare che gli arrestati sono stranieri e sono pronta a scommetterci, la maggior parte, a loro volta clandestini.
Davanti a queste realtà il commento più ovvio che si può fare è che la rigorosità nel combattere la clandestinità equiparandola ad un reato, non è “razzismo” o “xenofobia”, ma impedire tutta una serie di crimini gravissimi. La clandestinità è un reato perché permette agli immigrati di vivere fuori dal controllo del contesto sociale in cui si trovano e quindi anche dalle leggi.

Il buonismo delle sinistre agevola e rende la vita facile ai criminali (tutti) e in particolare a quelli che non hanno scrupoli a lucrare sulla pelle di chi crede, venendo in Europa, di sbarcare in un eden paradisiaco: la nascita, la crescita e la ramificazioni di queste organizzazioni ne sono la “prova provata”.
Non è solo un problema di difendere la nostra terra GIUSTAMENTE da un’invasione senza freni, che porta povertà, degrado e criminalità (i clandestini senza documenti sono praticamente “costretti” a vivere d’espedienti), ma anche di far valere un principio sacrosanto: gli uomini non sono bestie e non vanno trattati come tali.
Paradossalmente il vero razzismo è di coloro che opponendosi alla linea dura nel combattere la clandestinità, rende possibile che individui senza scrupoli, trattino gli esseri umani come bestie da macello o li riducano in schiavitù (come succede per le numerose mafie straniere dedite allo sfruttamento della prostituzione).
Ergo  a "torta finita" i veri razzisti sono le anime belle della sinistra.
Orpheus

Pubblicato il 9/6/2009 alle 15.33 nella rubrica Lotta alla mafia e all'evasione.

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