Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Il voto percepito e la xenofobia percepita

 Le vignette di Forattini

Gli escamotage virtuali della sinistra per arginare gli effetti di ciò che le nuoce non hanno limiti: dopo l’insicurezza percepita ha tirato fuori dal cilindro (sfondato) il “voto percepito”.

Il “voto percepito” ieri ci avrebbe detto che “il Pd tiene e Berlusconi si ferma” e molti giornali hanno parlato di un risultato “deludente” del Pdl.
Sono gli stessi che, al contrario, hanno attribuito un grande successo a Sarkozy in Francia, anche se l’Ump ha preso il 28 per cento, cioè l’11,5 per cento in meno delle politiche e presidenziali di soli due anni fa. Ma fa niente: è un grande successo. Anche la Merkel ci dicono che ha vinto: ha preso il 6 per cento in meno rispetto alle ultime Europee, ma ha vinto.
In Italia il Pdl ha guadagnato il 2,9 per cento rispetto alle Europee del 2004 e ha perso SOLO il 2,1% rispetto alle politiche di un anno fa; il suo alleato di governo, la Lega, ha però raddoppiato i voti delle Europee (10,2 contro il 5 del 2004) e ha guadagnato l’1,9 per cento sulle politiche del 2008.

Rispetto a un anno fa, quindi, la coalizione di governo ha perso un misero 0,2 per cento. Nessun governo, in Europa, ha tenuto così.
Però, il voto percepito ci dice che è stata una sconfitta pesante. Al contrario, il Pd ha perso il 7,2 per cento (che diventa il 4,3 se si calcola che i radicali questa volta sono andati per conto proprio) ma festeggia perché “si aspettava” un risultato peggiore.

Bisogna dire che parte della colpa di tutto questo ciacolare a vuoto della sinistra è basato sulle aspettative di Silvio Berlusconi, che a 73 anni NON ha ancora appreso che “un bel tacer non fu mai detto” e che se imparasse a tacere, la sinistra e i suoi gazzettini entrerebbero in crisi nera, non avendo più argomenti da rivoltare contro il Governo.
Di tutto il fumo che abbiamo ascoltato in questi due giorni rimane solo una triste (per le sinistre in generale) realtà, l’Europa svolta quasi totalmente a destra.
Il che significa che le politiche delle stesse sono state giudicate fallimentari dai cittadini europei stanchi di città rese invivibili da degrado e criminalità di matrice straniera. Milano sarebbe una città sicura senza immigrati clandestini, il 70% dei reati li commettono loro e così è ovunque. 
Sul piatto c’è poi, anche il non piccolo problema di un islam invasivo, invadente e prevaricatore, che impone la sua cultura e la sua religione persino a scapito delle nostre leggi (velo integrale in luoghi pubblici, macellazione halal, poligamia, tanto per ricordare qualche “deroga”al vivere civile concessa agli islamici).

Malgrado lo stato comatoso in cui versa il Pd e l'emorragia di voti ancora oggi a Uno Mattina Piero Fassino parlava di vittoria della destra xenofoba  negando ancora le spinte reali che hanno determinato la svolta dell'Europa.

Ma non è che anche lui e i suoi sodali sono affetti da “xenofobia percepita”?

Orpheus

Pubblicato il 9/6/2009 alle 10.35 nella rubrica Elezioni.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web