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La sinistra "tassa e fotte"

                       
C’è qualcosa di surreale nelle reazioni del Pd, in queste ore, ai dati Ocse sui salari in Italia. E per almeno due buone ragioni. La prima. Franceschini e compagni fingono di dimenticare cosa combinarono Prodi e Visco in occasione della loro prima legge finanziaria, quando, in momento positivo per l’economia mondiale, gettarono un secchio d’acqua gelata sulla crescita aumentando le tasse. E va ricordato che l’aumento delle aliquote avvenne nei confronti di tutte le fasce di reddito, inclusa la più bassa. Morale: anche gli stipendi meno elevati, da allora, sono stati tassati di più. E non si poteva certo pretendere che la tendenza fosse invertita in quest’ultimo anno, nel quale, in piena crisi economica mondiale, è già un miracolo che il governo Berlusconi sia riuscito a non inasprire l’imposizione tributaria.
La seconda. Qualcuno, a sinistra, cerca di rimuovere anche l’altro pasticcio del governo Prodi, e cioè la più recente “riforma” previdenziale.
Con quest’ultimo intervento normativo, l’Italia è divenuta l’unico Paese dell’Occidente avanzato che abbia abbassato l’età pensionabile: mentre in tutto il mondo si procede infatti, sia pure con gradualità e cautele, verso l’innalzamento dell’età in cui si lascia il lavoro scegliendo di cancellare lo scalone e di aprire così le porte della pensione già ai 58enni.
E questa scelta è costata ben 10 miliardi, l’equivalente di una manovrina.
Ma ecco l’aspetto sensazionale: oltre un terzo di questa somma (tra i 3,3 e i 3,6 miliardi) è stato reperito attraverso l’innalzamento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori parasubordinati, cioè proprio di quei “precari” su cui sinistra e sindacato spargono ogni giorno calde e copiose lacrime.
Per la precisione, i contributi a carico di queste categorie di lavoratori sono schizzati verso l’alto fino a raggiungere un vertiginoso 26,5 per cento.
Traduciamo la cosa in termini brutali: un ragazzo o una ragazza di 25 anni, co.co.pro., devono versare più di un quarto del loro stipendio in contributi (senza considerare le tasse, che vanno comunque pagate: quindi, figuriamoci cosa resta del salario!), proprio per finanziare l’operazione che ha mandato in pensione i 58enni.
Con quale faccia si possa parlare, avendo alle spalle questi precedenti, è un altro mistero della nostra sinistra...
Da il Velino
Mistero? Ma quale mistero. E' semplicemente questione di possedere un faccia di tolla a prova di bomba H.
Purtroppo per Franceschini e soci, i precari e la maggioranza di italiani hanno capito chi "tassa e fotte" e hanno dato un bel biglietto di via al neonato Pd, spedendo i "tassator scortesi" al quel paese. Visco, Padoa Schioppa e Prodi, non potranno essere riesumati per le prossime tre generazioni, nemmeno nominati, dopo l'exploit dell'ultimo governo Prodi.
Orpheus

Pubblicato il 18/5/2009 alle 19.19 nella rubrica Sprechi rossi e tasse.

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