Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Laurens Jolles il boss Onu che ha assunto Hezbollah

 
Chi è Laurens Jolles, nuovo capo per l’Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati che fa la predica all’Italia sui respingimenti, minacciando anche responsabilità secondo il diritto internazionale?
E' un avvocato olandese.
Antefatto: 
Ruud Lubbers olandese anche lui, che guidava il Commissariato dei rifugiati fino al 2005, ha dovuto dimettersi per molestie sessuali a una dipendente. Nel ’95 erano olandesi i battaglioni di caschi blu che avrebbero dovuto difendere i profughi bosniaci a Srebrenica. Ma non mossero un dito quando i serbi ne massacrarono ottomila. Il governo olandese ha dovuto dimettersi dopo questa strage.
Jolles è stato nominato a Roma due mesi fa. Oltre che per l’Italia, è responsabile anche su Portogallo, Grecia, Albania, Cipro e Malta. Non risulta abbia condannato quest’ultima per il suo vergognoso rifiuto di assistere i profughi, quando i barconi dei negrieri transitano nelle sue acque territoriali.
Fino a marzo Jolles guidava il Commissariato profughi in Siria. Uno dei pochi Paesi che, come la Libia, non ha firmato la Convenzione del 1951 sui rifugiati.
Secondo l’Onu, la Libia non potrebbe assistere i profughi per questo motivo.
Falso.
La Siria infatti, pur non aderendo alla Convenzione, accoglie più di un milione di rifugiati iracheni. Duecentomila dei quali registrati e assistiti dal Commissariato Onu, guidato fino a due mesi fa proprio da Jolles.

Ma perché Jolles se n’è andato da Damasco dopo soli tre anni?Per conoscere la risposta bisogna fare la conoscenza di un popolo dimenticato: gli Ahwazi. Sono cinque milioni di arabi dell’Iran sudoccidentale, vicino all’Iraq. Il loro Paese si chiamava Arabistan fino al 1925, era un emirato autonomo.  Poi fu annesso forzosamente all’Iran, allora protetto dagli inglesi, e ribattezzato Khuzestan. Fino al ’79 gli Ahwazi hanno patito l’occupazione straniera ma si sono barcamenati. Impossibile reclamare l’indipendenza: troppo petrolio nel loro sottosuolo. Altro che palestinesi: nessuna solidarietà internazionale.
Con l’arrivo dei khomeinisti, però, si è scatenata la persecuzione. In questi trent’anni un terzo degli Ahwazi è scappato all’estero. Molti in Siria. E lì hanno incontrato Jolles che ha assistito pure loro. Almeno fino a pochi mesi fa, quando gli Ahwazi hanno cominciato ad accusarlo di non proteggerli più: “Ha assunto membri di Hezbollah nel suo ufficio”. Gli Hezbollah sono filoiraniani. Gli Ahwazi li accusano addirittura di rapire famiglie di rifugiati (quelli politicizzati), per deportarli in Iran dove li attendono carceri e torture.
E sostengono che Jolles ha chiuso entrambi gli occhi. “Siamo felici che sia stato mandato via, e speriamo che il suo successore sia più imparziale e degno di fiducia”, dice la Bafs (British Ahwazi Friendship Society) in un comunicato del 24 aprile.
Da Damasco, Laurens Jolles è stato trasferito a Roma. Ora che non si trova più sotto una dittatura come la Siria e l’Iran, improvvisamente è diventato un leone. Critica il nostro governo, vuole accogliere a spese dell’Italia tutti i profughi del mondo. Chissà se sui barconi della tratta libica c’è anche qualche suo ex-amico Ahwazo in cerca di asilo.
Riassunto da Libero
Sempre per la serie le vergogne dell' Onu...
Orpheus

Pubblicato il 17/5/2009 alle 22.21 nella rubrica EVIDENZA: immigrazione.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web