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Contribuiamo a tenere accesa la luce della speranza: firmiamo l’appello per salvare Roxanna

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So che queste petizioni servono a poco. Ma proprio non ci riesco a passare oltre, senza nemmeno provare ad aiutare chi in questo momento è vittima di un regime spietato come quello iraniano.
Quindi, eccomi qui a chiedervi di firmare la petizione in favore della giornalista iranoamericana, Roxanna Sabberi 31 anni, a quanto pare colpevole solo di aver acquistato una bottiglia di vino in un market di Teheran, città dove vige l’obbligo religioso di restare astemi. Era l'11 febbraio quando Roxanna è stata vista libera per l'ultima volta, dopo di che solo una telefonata ai genitori:"Non vi preoccupate, ne esco presto”. Da quel giorno è sparita, rinchiusa in una cella del braccio 209 del carcere di Evin, il più terribile della città.
Dalle sue finestre a sbarre si può vedere l'area speciale dove ancora, nel 2009, uomini e donne vengono seppelliti fino al collo e poi presi a sassate finché non muoiono, come prevede la legge di Allah.
Roxanna é la corrispondente per la rete radiofonica NPR e molte altre testate giornalistiche americane. Era arrivata a Tehran dagli Stati Uniti sette anni fa. Mezza americana e mezza iraniana, è una giornalista conosciuta e apprezzata.
Non è la prima volta che il Regime incarcera irano-americani senza motivo: nel 2007 vennero rinchiusi in quattro, tra cui il professor Haleh Esfandiari. Invece Zahra Kazemi, una giornalista iraniana canadese, venne picchiata e torturata in quel carcere nel 2003: morì all'ospedale Baghiatollah di Teheran. Era stata imprigionata per aver fotografato le famiglie dei detenuti davanti alla prigione di Evin. Pochi giorni fa, poi, è morto lì, anche il blogger Mir Sayyaf, arrestato per aver oltraggiato Khamenei.
Secondo le testimonianze dei compagni di cella del blogger, di cui è pervenuta una foto del cadavere pieno di lividi e tumefazioni e rotture delle scatola cranica, quando Mir Sayyaf è stato portato nella clinica del carcere di Evin era fisicamente debole ma esteticamente sano e integro, Da quel momento in poi il blogger è stato torturato e ucciso a calci e pugni.

So che le petizioni difficilmente salvano la vita a questi poverini, ma almeno la loro morte non cade nel più assoluto silenzio e uno spiraglio di luce rompe il buio disperato di chi vive oppresso da regimi terribili.

Contribuiamo a tenere accesa quella luce. Firmiamo.
Sul sito di Iran democratico c'è anche una lettera da mandare al Ministro Frattini per sensibilizzare le istituzioni sulla sorte dei detenuti politici in Iran.
Orpheus

Pubblicato il 2/4/2009 alle 21.31 nella rubrica Appelli e petizioni.

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