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Caccia allo sbirro - E' “guerra” in rete

 Il sito che invita a pubblicare foto di poliziotti in borghese (Rdc)
‘Caccia allo sbirro-Sito di denuncia dei servi della borghesia’ il nome del sito non lascia spazio a dubbi e l'intento spaventa perché richiama alla mente il clima d’odio degli anni di piombo ad opera del terrorismo rosso. L’attività svolta dal sito è di estrema gravità e si può definire eversiva perché invita a pubblicare le foto di poliziotti in borghese, a indicarne nomi, ruoli, zona di operatività e, possibilmente, indirizzi, con il preciso intento di fare degli agenti indicati, dei bersagli da colpire e intimidire.
Sotto la foto di un poliziotto proveniente da Milano c’è scritto: "Dagli un nome, intimidisci il repressore!!!".
Ma il rischio é che siano oggetti di vere e proprie imboscate, ad opera dei più facinorosi (la morte del povero Marco Biagi, docet).
I primi ad avere il poco gradito privilegio di comparire nella campagna d’intimidazione sono stati alcune decine di agenti e funzionari di polizia bolognesi, ritratti da un anonimo nel corso di una manifestazione che si è tenutali 1° luglio 2008 a Bologna. Quel giorno si celebrava l’udienza preliminare di un’inchiesta per associazione sovversiva con finalità di terrorismo a carico di 12 attivisti dei Carc.
A quanto risulta, però il fenomeno non é circoscritto a Bologna, perchè anche a Torino, fotografie del personale della Digos, sono state diffuse con volantini affissi nelle zone ‘calde’ della città come Porta Palazzo o San Salvario.
Ma cosa ancor più grave, nel caso di Bologna ha avuto il supporto del Partito Cominista, che ha fatto circolare una mail per promuovere l’iniziativa. Dimostrando quanto questi partitucoli estremisti siano pericolosi per lo Stato e per la Democrazia. Fuori dal Paese e non solo da Parlamento.

Purtroppo individuare gli autori può non essere semplice e chiudere il blog potrebbe essere impossibile: "Spesso questi siti sono radicati all’estero — spiega il questore Luigi Merolla — e in alcuni Paesi non è possibile riuscire a ottenere l’esecuzione delle ordinanze della magistratura".
Quindi ci hanno pensato gli hacker di destra a oscurare il sito, da ieri, infatti la pericolosa home page, é svanita nel nulla. Ad avvalorare questa ipotesi é il fatto che il sito de ‘La voce’, organo di propaganda del Pci, è stato pesantemente attaccato a più riprese dagli hacker. Sempre ieri, aprendo la home page, invece dell’articolo che invitava a collaborare al sito ‘Caccia allo sbirro’ compariva un messaggio firmato ‘NetGods Hacker Crew’, che si può tradurre come Squadra pirati ‘gli Dei della Rete’. Insomma i cacciatori di sbirri sono stati allora volta cacciati dagli hacker di destra.
Ma é lo Stato che deve prendere provvedimenti seri per sradicare la mala erba del'estremismo comunista, perchè saranno "ragazzi" ma se impugnano una P38 si trasformano in assassini. Le forze dell'ordine devono essere TUTELATE da simili campagne demonizzatrici e intimidatrici.
Se lo Stato c'è, come credo, AGISCA e subito. O aspettiamo come al solito il morto?
Orpheus

Pubblicato il 30/3/2009 alle 14.41 nella rubrica Sinistra indegna.

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