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La nascita del Pdl, Franceschini e la matrioska di Berlusconi


Il chierichetto in tonaca rossa Franceschini, si è incantato, come un 33 giri su un vetusto grammofono: “Berlusconi non si candidi alle Europee, Berlusconi non si candidi alle Europee, Berlusconi non si candidi alle Europee, Berlusconi non si candidi alle Europee…” .
L’ultimo accorato appello giunge dal Cile, dove si trova a fare non si sa bene cosa, e malignamente, se uno commenta dal Cile il discorso di Berlusconi e la nascita del PdL, é gioco forza la battuta sul leader che non esiste, che gli ha rifilato il Cav. in risposta al ‘disco rotto’: “Per le europee non ho esitazione a impegnarmi in prima persona. Una candidatura di bandiera? Sì, una bandiera dietro la quale un leader chiama a raccolta il suo popolo. E sarebbe bello se anche il leader dell'opposizione, se esistesse un leader, facesse altrettanto.”

Se Franceschini insiste con sta musica, si spera che ci rimanga almeno l’ombra dell’opposizione, visto che il governo ombra, si é disintegrato in meno di 10 mesi. E i governi Berlusconi si susseguono da 15 anni, alla faccia di chi per anni ha parlato di ‘partito di plastica’.
Silvio Berlusconi non solo ha costruito dal nulla un partito, ma in tutti questi anni ha lavorato sodo per renderlo una forza coesa e maggioritaria nel paese. Ha vinto la sua scommessa perché si è sempre rivolto al cuore della gente, perché, lui, riesce a parlare con lo stesso calore ai grandi della terra, e ai comuni cittadini. Perché non si è dimenticato, i problemi e le necessità delle persone normali. Perché sa decidere e tenere unite tante teste, ma soprattutto tante ambizioni, che se non governate, portano allo sfascio un partito (sinistra docet), perché è uno statista che ha cambiato e cambierà per sempre questo paese. Gli ridarà dignità e lo libererà dal giogo politico e intellettuale del vecchio partito comunista. La sinistra dovrà per forza ammodernarsi e mettere finalmente in soffitta tutti gli armamentari e i riti di partito, se vorrà essere una forza alternativa al centro-destra.
E’ più che giusto che sia orgoglioso del suo operato e che sia lui a guidare la sua “creatura”.
Una “creatura” che si appresta a far man bassa nelle prossime tornate elettorali e che impensierisce non poco il povero Franceschini, in attesa del fatale momento: la conta dei voti.
Sa che sta per compiersi il suo destino di leader della sinistra, finire nella matrioska degli sconfitti.
Presidente in bocca al lupo e cento di questi leader!
Orpheus


Pubblicato il 29/3/2009 alle 19.15 nella rubrica PDL.

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